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Aroma di rosa e miele: identificati nei lieviti i geni responsabili

Aroma di rosa e miele: identificati nei lieviti i geni responsabili

È stata utilizzata per la prima volta la mappatura genetica per identificare gli specifici geni dei lieviti che permettono di produrre livelli più elevati di feniletilacetato, dal caratteristico odore di rosa e miele, nelle bevande alcoliche.

I ricercatori hanno utilizzato analisi genomica ad alta velocità per studiare i geni in un ceppo ibrido di Saccharomyces cerevisiae derivato da due ceppi parentali. Nell'ibrido, hanno identificato quattro loci del tratto quantitativo (QTL) - strisce di DNA che contengono più geni ma un solo gene causativo - che erano legati ad una maggiore produzione di feniletilacetato. Ulteriori indagini hanno dimostrato che alleli di due geni, TOR1 e FAS2, erano responsabili della maggiore produzione di questo composto: FAS2 codifica un enzima coinvolto nella produzione di acidi grassi e TOR1 aiuta a regolare l'azoto.

Applicando la tecnica di editing genetico Crispr/Cas9 si è riusciti a scambiare i due alleli tra i ceppi parentali e si è osservato che la produzione di feniletil acetato aumentava significativamente.

Questa rivoluzionaria tecnica di editing del genoma offre un modo più efficiente per progettare con precisione i tratti desiderabili nei lieviti senza intaccare altri tratti. Negli ultimi anni, i microbiologi hanno collegato geni specifici a una serie di aromi, tra cui il nerolidolo (profumo legnoso), l'acetato di etile (odore di smalto per unghie) e aromi di zolfo. Questi stesi autori hanno anche identificato i geni responsabili degli aromi di banana e burro.

CRISPR / Cas9 può aggiungere geni desiderabili ed eliminare gli indesiderabili, di solito velocemente, a basso costo e senza i negativi effetti collaterali dei ceppi incrociati.

Articolo di riferimento:
Bruna Trindade de Carvalho et al. Identification of Novel Alleles Conferring Superior Production of Rose Flavor Phenylethyl Acetate Using Polygenic Analysis in Yeast. mBio, November 2017 DOI: 10.1128/mBio.01173-17

Pubblicata il 27/11/2017
Disponibile in english
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