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Determinare la qualità dell’uva grazie all’impronta spettrale

Determinare la qualità dell’uva grazie all’impronta spettrale

Un team di ricerca dell'Australian Wine Research Institute (AWRI) sta sperimentando un nuovo metodo per misurare in maniera oggettiva la presenza di marciume e di elementi estranei (MOG: Material Other than Grapes) nell’uva all’arrivo in cantina utilizzando immagini iperspettrali acquisite nel vicino infrarosso (NIR).

La tecnologia esiste già ed è ampiamente utilizzata nell'industria alimentare per testare malattie ed altri parametri qualitativi, come umidità, olio e proteine nel grano, sfruttando la specifica impronta spettrale che hanno tutte le sostanze organiche.

L'obiettivo del progetto, ancora in corso, è quello di valutare la tecnologia sul campo ed sviluppare un approccio economicamente vantaggioso che possa soddisfare le esigenze specifiche dei produttori.

La prima fase del lavoro è stata effettuata in laboratorio, utilizzando uve infette artificialmente al fine di mettere a punto il funzionamento ed i parametri tecnici dell’apparecchiatura.

La fase successiva consiste nel portare la tecnologia in cantina per definire meglio aspetti pratici come posizionamento delle telecamere, illuminazione, risoluzione, campionamento, ecc. 

Source: Wine Australia

Pubblicata il 15/12/2017
Disponibile in english spagnolo
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