La biotecnologia apre molte strade per una vinificazione con un uso minimo di additivi chimici. L’autore elenca e descrive brevemente le linee guida di questa strategia: batteriocine (nisina, pediocina e leucocina), lisozima, glucosio ossidasi, la cui produzione può essere indotta nel lievito Saccharomyces cerevisiae con tecniche di manipolazione genetica. Con le stesse tecniche è possibile far produrre dal lievito grandi quantità di resveratrolo. L’articolo conclude asserendo che la tecnica dell’ingegneria genetica, ostacolata da una certa parte di opinione pubblica perchè considerata pericolosa per la salute umana, può al contrario permettere di amplificare nel vino i caratteri di igienicità e salubrità richiesti dal mercato.

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