I nuovi modelli di sviluppo basati sulla green economy hanno individuato nell’innovazione tecnologica l’unica strategia percorribile per un uso efficiente delle risorse. La bioraffineria costituisce una vera e propria innovazione sostenibile per produrre cibo, materiali ed energia senza la necessità di ricorrere a fonti fossili di energia. Il concetto di bioraffineria introduce nella filiera vitivinicola la possibilità di ottenere dai sottoprodotti e gli scarti, riciclati e trasformati con processi chimici, fisici o microbiologici, nuove molecole bioattive per l’industria farmaceutica e per la cosmesi, biopolimeri ed energia (Figura 1a).

In particolare, attraverso dispositivi bioelettrochimici che prendono il nome di celle microbiche MFC/MEC si può recuperare energia elettrica o idrogeno dai sottoprodotti della vinificazione come le fecce e le acque di lavaggio delle cantine offrendo al contempo una strategia a basso costo per la gestione e lo smaltimento dei sottoprodotti stessi (Figura 1b).

In questo lavoro, sono illustrati i principi di funzionamento delle celle microbiche MFC/MEC, discutendo risultati ottenuti nell’ambito del Progetto AGER BIOVALE grazie al quale abbiamo condotto una sperimentazione che ha consentito di recuperare energia elettrica dalle fecce di vino, abbattendone al contempo il carico organico. Presenteremo, inoltre, le possibilità di trasferibilità di tale tecnologia a ulteriori sottoprodotti agroindustriali e siti di installazione, per promuovere la sostenibilità del cibo e la valorizzazione delle realtà produttive nazionali del settore agro-alimentare.

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