Una delle varietà di vite dimenticate che un tempo qualificava l’areale vitivinicolo della Sardegna Centrale è il vitigno Lacconargiu, a bacca bianca, oggi coltivato marginalmente nelle aree collinari di questa parte di Sardegna e presente principalmente nei vecchi vigneti.
Questo lavoro si propone di dare un contributo preliminare alla caratterizzazione ampelografica, chimica e genetica del Lacconargiu, vitigno minore sul quale alcune cantine locali hanno già avviato un processo di riscoperta e valorizzazione.
Nel corso di queste indagini, durate tre anni (2012, 2013, 2014), sono state analizzate le caratteristiche chimiche e i componenti dell’uva Lacconargiu, il profilo dei microsatelliti e i principali descrittori ampelografici, secondo la metodologia proposta dall’OIV.
Nel corso del 2013 e del 2014 è stata effettuata anche una microvinificazione del Lacconargiu a partire da uve coltivate nell’areale di origine e nel campo sperimentale dell’AGRIS.
In questo contributo vengono presentate inoltre le caratteristiche del vino ottenuto, con particolare riguardo al profilo sensoriale e alle analisi chimiche.
Parole chiave: caratterizzazione, vitigno, Sardegna, biodiversità, SSR.

Pier Giorgio Bonicelli, Ginevra Canavera, Riccardo Collivasone, Silvia Pagani, Mario Gabrielli, Tommaso FrioniUniversità cattolica del Sacro Cuore, Piacenza Una delle sfide impellenti per la viticoltura italiana è quella di trovare nuove soluzioni per fronteggiare il cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e la carenza di precipitazioni hanno infatti pesanti ripercussioni sulla produttività e qualità delle uve

Rosa Anna Milellaa, Vittorio Albaa, Giambattista Debiasea, Maria Angela Giannandreaa, Luciano Notarangeloa, Marica Gasparroa, Francesco Pisanib, Emanuele Scalcionec, Angelo Raffaele Caputoa aCREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia, Turi (BA) ItalybALSIA – Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura. “Bosco Galdo”. Villa

Gabriella De Lorenzis1*, Daniele Migliaro2, Davide Bianchi1, Giovambattista Simone Di Lorenzo1, Barbara De Nardi2, Massimo Gardiman2, Osvaldo Failla1, Lucio Brancadoro1, Manna Crespan2* 1 Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, Milano, Italia2 CREA – Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia, Conegliano, Italia * Autori corrispondenti: gabriella.delorenzis@unimi.it; manna.crespan@crea.gov.it Articolo estratto dalla presentazione di Gabriella De Lorenzis in occasione della
