Esistono tre indicatori complementari utilizzati in diversi stadi fisiologici, che permettono di stimare il rischio di Botrytis e che attualmente sono in fase di studio in Francia per la potenziale applicazione nella creazione di uno strumento di supporto decisionale.
Il Potenziale di ricettività delle bacche (PRB)
Il PRB, sviluppato dall’INRA di Bordeaux, è l’indicatore nato per primo. Consiste nella valutazione, prima della chiusura grappolo, del grado di sensibilità delle bacche al patogeno. Si misura ogni anno in due parcelle sperimentali non trattate dell’INRA, una di sauvignon blanc e l’altra di merlot. Il suo valore è correlato all’intensità finale della malattia all’avvicinarsi della vendemmia ed è determinato dalla presenza di due composti: pectine facilmente degradabili da Botrytis e tannini sintetizzati dalle uve in difesa dagli attacchi. Il valore del PRB viene comunicato ogni anno nel mese di luglio dal CIVB.
Si tratta di un indicatore di carattere regionale che dà un’idea del livello di resistenza naturale delle uve. Serve soprattutto per avvertire i viticoltori sull’urgenza di attuare misure profilattiche (inerbimento, defogliazione, ecc), soprattutto in terreni ad alto rischio (con varietà e portinnesti sensibili).
Fondamentalmente permette il confronto tra annate. Tuttavia, l’attuazione del suo protocollo è abbastanza lunga. Questo indicatore difficilmente potrà essere integrato in uno strumento di supporto decisionale il cui scopo è quello di stimare il rischio di una parcella.
L’indice di permeabilità pellicolare (IPP)
L’IPP, sviluppato dall’ISVV (Institut des Sciences de la Vigne et du Vin) misura la degradazione della parete pellicolare delle bacche attraverso l’analisi dell’attività di acqua libera (aw: attività dell’acqua) sulla superficie pellicolare degli acini. Il suo valore è elevato durante il germogliamento e diminuisce durante la maturazione. Arrivati alla maturità, la parete dell’uva diventa permeabile e leggermente incrinata e lascia uscire essudati la cui presenza sulla superficie delle bacche aumenta la concentrazione del velo d’acqua che diventa meno pura e libera (aw diminuisce). Le condizioni diventano così favorevoli allo sviluppo del fungo e le fessure percorsi privilegiati d’attacco.
L’IPP dà un’indicazione della sensibilità alla botrytis nel corso della maturazione ed è in grado di rilevare se l’infezione si è instaurata, anche prima della comparsa dei sintomi.
Ma presenta una limitazione importante: la laboriosità della sua applicazione in campo. Per ora, l’IPP rimane uno strumento di laboratorio.
L’indice di vegetazione normalizzato (NDVI)
Il NDVI è l’indicatore più recente. Esso consente di visualizzare la porosità del fogliame e quantificare l’eterogeneità del vigore di un vigneto.
Il NDVI è correlato al vigore della vite ma soprattutto, se viene misurato circa un mese dopo la fioritura, è correlato al livello finale di attacco di Botrytis. Questo indicatore sarà testato dall’IFV insieme ad altri indicatori di rischio legati al clima, alla sensibilità parcellare valutata attraverso la classificazione di sensibilità dei vitigni e dei portinnesti o al rischio dovuto agli attacchi di lepidotteri tortricidi.
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