L’Unità di ricerca per la Viticoltura di Arezzo svolge, fino dagli anni ’80, un’opera di tutela e valorizzazione del germoplasma allo scopo di preservare la variabilità del Gen. Vitis. Sono state reperite oltre 700 accessioni, conservate presso il vigneto-collezione annesso alla Sede. Per la caratterizzazione di ciascun vitigno, vengono effettuate ricerche storiche, rilievi ampelografici, ampelometrici, fenologici e produttivi. Nel laboratorio dell’Unità, sui campioni di mosto vengono analizzati i principali parametri relativi alla composizione chimico-analitica e, per le uve a bacca nera, le sostanze fenoliche con particolare riguardo ai profili antocianici, fattori importanti per la valutazione delle potenzialità tecnologiche ed organolettiche dei vini. Inoltre, per una specifica risposta in termini enologici, vengono eseguite microvinificazioni sperimentali. Le ricerche oggetto del presente lavoro, condotte nell’arco di 3 annate consecutive, hanno fornito positivi risultati sul potenziale enologico e sulle diverse destinazioni delle uve, permettendo di riscoprire vitigni ormai abbandonati da decenni alcuni dei quali dotati di particolari ed interessanti qualità enologiche e pertanto meritevoli di riproposizione commerciale. Tra le varietà a bacca nera si ricordano: la Canina del Chianti, la Lacrima del Valdarno, il Mammolo, il Morellino del Valdarno, il Morellone, il Sanvicetro, la Vernaccia nera, il Vaiano e, tra quelle a bacca bianca il Bottaio ed il Crepolino.
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