Ad inizio Settembre si è tenuto un seminario internazionale di Haifa sulla vite da vino dal titolo “… dalla barbatella al bicchiere di vino! …”. Tale titolo è stato definito in quanto con i fertilizzanti speciali di Haifa è possibile pianificare la nutrizione della vite in modo sostenibile in funzione degli obiettivi enologici cominciando dalla barbatelle fino ad arrivare al vigneto.
Obiettivo di tale seminario era prima di tutto di approfondire e condividere le conoscenze per la gestione della fertilizzazione della vite, partendo dalle varie specificità dei vari areali di coltivazione nei differenti paesi ( Francia, Spagna, Brasile, Sud Africa, Israele, Australia, Nuova Zelanda ) per arrivare a definire un approccio condiviso per la concimazione sostenibile del vigneto in relazione ai vari Terroir ed obiettivi enologici.
Il Seminario è stato organizzato in una delle maggiori aree viticole Italiane (Veneto e Friuli) con un programma articolato che prevedeva delle lezioni ed approfondimenti in aula ed una parte di campo con visita a vigneti sperimentali. La lezioni in aula e le visite in campo sono state possibili grazie al contributo di qualificati e competenti ricercatori e di indiscusse professionalità della filiera vitivinicola così da rendere possibile una appassionato ed intenso lavoro seminariale.
Perché proporre tecniche innovative per ottimizzare la nutrizione idrica e minerale della vite? La domanda è solo apparentemente banale, o capziosa. Infatti, a dispetto di doti ‘risparmiose’ della pianta sul fronte delle esigenze idriche e nutrizionali, non si possono ignorare diversi altri fattori fra cui, non ultimo, il mercato. Premessa a tutto ciò è che la viticoltura mondiale non sempre è praticata su territori ideali dal punto di vista ecopedologico (l’Australia ne è l’esempio forse più eclatante, ma non l’unico), lo stesso discorso vale parimenti anche per molte zone vitate nazionali. Inoltre, a fare la differenza fra l’ideale ed il reale c’è anche il cambiamento climatico in atto, che sta velocemente rendendo non più ottimali territori che fino a poco tempo fa lo erano, e che ora esigono mirati interventi idrici, e conseguentemente nutrizionali, per poter mantenere il livello quali-quantitativo delle produzioni. Infine ci sono le esigenze di mercato, con la richiesta di vini dal profilo sensoriale definito; oggi per esempio, soprattutto nel segmento dei vini bianchi e spumanti, impera l’obiettivo della freschezza, della moderata ma tangibile aromaticità, di un più modesto grado alcolico … caratteri che è ben difficile ottenere se si affida la gestione della nutrizione idrica ai soli cicli naturali (piogge, peraltro sempre più incostanti) e la nutrizione minerale solo alle isolate tradizionali concimazioni granulari a pronto effetto.
La definizione che il buon vino “ … può essere prodotto solo da uve che abbiano sofferto la fame e la sete … “ è all’oggi riconosciuta superata ed anacronistica da nuovi scenari che ci impongono di misurare le nostre capacità tecniche e gestionali :
Per maggiori informazioni o per richiedere il catalogo prodotti contattare il dr. Mauro Schippa ai seguenti recapiti: telefono 051 33 80 11 – email mauro.schippa@haifa-group.com
Obiettivo di tale seminario era prima di tutto di approfondire e condividere le conoscenze per la gestione della fertilizzazione della vite, partendo dalle varie specificità dei vari areali di coltivazione nei differenti paesi ( Francia, Spagna, Brasile, Sud Africa, Israele, Australia, Nuova Zelanda ) per arrivare a definire un approccio condiviso per la concimazione sostenibile del vigneto in relazione ai vari Terroir ed obiettivi enologici.
Il Seminario è stato organizzato in una delle maggiori aree viticole Italiane (Veneto e Friuli) con un programma articolato che prevedeva delle lezioni ed approfondimenti in aula ed una parte di campo con visita a vigneti sperimentali. La lezioni in aula e le visite in campo sono state possibili grazie al contributo di qualificati e competenti ricercatori e di indiscusse professionalità della filiera vitivinicola così da rendere possibile una appassionato ed intenso lavoro seminariale.
Perché proporre tecniche innovative per ottimizzare la nutrizione idrica e minerale della vite? La domanda è solo apparentemente banale, o capziosa. Infatti, a dispetto di doti ‘risparmiose’ della pianta sul fronte delle esigenze idriche e nutrizionali, non si possono ignorare diversi altri fattori fra cui, non ultimo, il mercato. Premessa a tutto ciò è che la viticoltura mondiale non sempre è praticata su territori ideali dal punto di vista ecopedologico (l’Australia ne è l’esempio forse più eclatante, ma non l’unico), lo stesso discorso vale parimenti anche per molte zone vitate nazionali. Inoltre, a fare la differenza fra l’ideale ed il reale c’è anche il cambiamento climatico in atto, che sta velocemente rendendo non più ottimali territori che fino a poco tempo fa lo erano, e che ora esigono mirati interventi idrici, e conseguentemente nutrizionali, per poter mantenere il livello quali-quantitativo delle produzioni. Infine ci sono le esigenze di mercato, con la richiesta di vini dal profilo sensoriale definito; oggi per esempio, soprattutto nel segmento dei vini bianchi e spumanti, impera l’obiettivo della freschezza, della moderata ma tangibile aromaticità, di un più modesto grado alcolico … caratteri che è ben difficile ottenere se si affida la gestione della nutrizione idrica ai soli cicli naturali (piogge, peraltro sempre più incostanti) e la nutrizione minerale solo alle isolate tradizionali concimazioni granulari a pronto effetto.
La definizione che il buon vino “ … può essere prodotto solo da uve che abbiano sofferto la fame e la sete … “ è all’oggi riconosciuta superata ed anacronistica da nuovi scenari che ci impongono di misurare le nostre capacità tecniche e gestionali :
- Aumentate conoscenze scientifiche, tecnologiche – la possibilità di microirrigare e conseguentemente di fertirrigare ha permesso di ottenere produzioni e perseguire obbiettivi enologici che sembravano preclusi con la tradizionale tecnica di coltivazione ( acidità , rapporto produzione/gradi °Brix, APA e corredo aromatico ).
- Cambiamenti climatici – l’opportunità di gestire in modo differente la nutrizione idrica e minerale della vite con la fertirrigazione ha permesso di perseguire ugualmente ottimali produzioni anche in presenza di prolungati periodi di siccità, andamenti delle temperature anomali e concentrazione delle precipitazioni. Con la diffusione della fertirrigazione e l’impiego di concimi granulari NPK a base di azoto a cessione controllata è stato possibile coltivare la vite in nuove zone e consolidare la produzione nelle zone vocate.
- Nuove esigenze del consumatore – vini a minor gradazione, con maggiore freschezza e corredo aromatico ricco.
Per maggiori informazioni o per richiedere il catalogo prodotti contattare il dr. Mauro Schippa ai seguenti recapiti: telefono 051 33 80 11 – email mauro.schippa@haifa-group.com
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