Le elevate disponibilità idriche di questa prima parte di stagione, accompagnate del prossimo innalzamento delle temperature porteranno ad accrescimenti vegetativi importanti con un incremento della superficie evapotraspirante ed un maggior consumo idrico. 

In questo grafico pubblicato da Munitz et al., 2019 si evidenzia la stretta correlazione tra superficie fogliare e Kc (coefficiente colturale) che indica l’evapotraspirazione della vite rispetto a quella potenziale legata alle condizioni climatiche.  

In questa situazione appare fondamentale mettere in atto pratiche agronomiche in grado di aiutare la pianta ad utilizzare al meglio la risorsa idrica limitando al contempo l’eccessivo sviluppo vegetativo anche mediante le operazioni di cimatura.  

Ottimizzare l’efficienza di utilizzo dell’acqua con un nuovo trattamento fogliare

L’utilizzo di LalVigne ProHydro, a base di derivato di lievito (Saccharomyces cerevisiae) e L-prolina di origine naturale, consente di migliorare la risposta della pianta allo stress idrico. Il trattamento ha una duplice azione, da un lato stimola la naturale biosintesi di prolina endogena nelle foglie, che consente il mantenimento di un più alto livello di turgore cellulare ed evita la biosintesi di molecole fitotossiche come perossido di idrogeno e altre specie reattive dell’ossigeno, dall’altro consente di mantenere un elevato livello di fotosintesi evitando i classici rallentamenti di sviluppo che avvengono quando la risorsa idrica è limitata.  

Valori di potenziale idrico fogliare e peso acino alla raccolta misurati in una prova condotta in pieno campo dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza su Barbera. Il trattamento con LalVigne ProHydro (trattamenti ad intervalli di 15 giorni ad 1kg/ha tra fine fioritura ed invaiatura) consente alla pianta di soffrire meno lo stress idrico: Il trattamento consente di rimanere su valori più alti di potenziale idrico non scendendo mai sotto il valore soglia di -1,4 Mpa che indica uno stress severo. * indica differenze significative tra controllo e trattato. 

Il trattamento consente di avere livelli di potenziale idrico migliori durante i momenti chiave di sviluppo della pianta, inoltre è stato evidenziato come durante i periodi di stress le piante trattate non subiscano danni permanenti alle foglie (ingiallimenti e necrosi fogliari), sono dunque in grado di tornare a fotosintetizzare come prima una volta terminato il periodo limitante. Dal punto di vista produttivo il trattamento consente di avere uve più bilanciate, minore degradazione di composti aromatici e fenolici, oltre ad evitare perdite per disidratazione dell’acino. 

Prova in vaso condotta dall’università di Piacenza nel 2021 su Pinot Nero, piante sottoposte a stress idrico. Le piante trattate con LalVigne ProHydro non presentano ingiallimenti delle foglie basali rispetto al controllo non trattato mantenendo una chioma funzionale.   

Dopo le cimature aiuta la pianta a ripartire e a chiudere più rapidamente le ferite

LalVigne CICATRIX, specifico lievito inattivato (Saccharomyces cerevisiae) aiuta il recupero dopo danni meccanici a foglie e germogli. 

In risposta ai danni meccanici causati sia da grandine che dalle operazioni di cimatura la pianta normalmente forma delle barriere fisiche e chimiche per contenere le ferite e limitare la proliferazione di insetti e microrganismi patogeni. I composti fenolici e la lignina, componente fondamentale della parete cellulare dei tessuti vegetali, sono una parte importante di questa risposta fisiologica in quanto grazie alle loro proprietà antiossidanti, antimicrobiche e di cicatrizzazione, rivestono un ruolo di notevole importanza nel riparare le ferite della pianta. LalVigne CICATRIX è in grado di stimolare la sintesi di questi composti facilitando un più rapido recupero da parte della pianta.

GUARDA LA PRESENTAZIONE SUGLI EFFETTI DI PROHYDRO DEL DOTT. TOMMASO FRIONI