E’ stata effettuata l’analisi di vini di diverse varietà di uva caratterizzati da note aromatiche talvolta intense di fungo fresco per mezzo di GC associata a olfattometria. L’analisi ha consentito di identificare numerose zone odorifere che richiamavano l’odore di fungo fresco. Sono stati identificati 2 composti responsabili di tali zone, l’1-nonen-3-one e l’1-octen-3-one ed è stata identificata anche la loro concentrazione utilizzando o una tecnica GC multidimensionale accoppiata a olfattometria e rilevamento MS (nel caso del 1-nonen-3-one) o la preparazione del derivato con O-2,3,4,5,6-pentafluorobenzilidrossilamina idrocloride in presenza della forma deuterata, come lo standard interno (nel caso del 1-octen-3-one), poi GC accoppiata a rilevamento MS. E’ stato possibile quantificare tali composti a concentrazioni talvolta ben superiori alla loro soglia di rilevamento e percettiva. E’ stato osservato che aggiungendo composti azotati ai vini alterati, come un aminoacido (glicina) o un tripeptide (glutatione), si otteneva una minore concentrazione di 1-octen-3-one nei vini e diminuiva l’odore di funghi freschi. Lo studio della reazione in un mezzo modello, la cui composizione è simile a quella del vino, tramite LC accoppiata a MS dimostrava la formazione di composti tra l’1-octen-3-one e la glicina e l’1-octen-3-one e il glutatione caratterizzati con NMR Si consiglia la lettura del testo integrale
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