E’ stato valutato il volume, la composizione e il carico organico delle acque reflue di cinque cantine che producono vini bianchi, rosati e rossi tramite termovinificazione, ma anche vini rossi vinificati tradizionalmente (da 75 000 hl a 240 000 hl vino), in termini di metodi di vinificazione usati. Le vinificazioni in fase liquida (bianca, rosata, termovinificazione) producono acque reflue ricche di zuccheri: il 70% della domanda chimica di ossigeno (COD) quando il mosto è trattato e i volumi dipendono dalla quantità giornaliera di uve e rappresentano dal 40 al 46% del volume annuale di acque reflue nel corso del primo mese di attività (settembre). Al contrario, le vinificazioni in fase solida non producono grandi quantità di reflui alla raccolta, e le acque reflue prodotte principalmente durante i travasi sono caratterizzate da una predominanza di etanolo (<= 75% COD) e da flussi intermittenti nel secondo mese (Ottobre), che sono meno intensi (dal 26.7 al 33.6%) e più distanziati. I coefficienti di inquinamento specifico delle vinificazioni in fase liquida (da 5.18 a 6.04 kg COD/t uve) sono maggiori dei coefficienti delle vinificazioni in fase solida (3.82 kg COD/t uve). Maggiore è la percentuale di vinificazioni in fase liquida di una cantina, maggiore e più precoce sarà il volume mensile massimo di acque reflue. Questi risultati dovrebbero contribuire a migliorare la gestione dei trattamenti delle acque reflue di cantina. Si consiglia la lettura del testo integrale. Titolo originale: “Impacts of Winemaking Methods on Wastewaters and their Treatment”