L’articolo presenta i risultati di uno studio finalizzato a caratterizzare l’evoluzione di un vino Cabernet Sauvignon imbottigliato con diverse chiusure tra cui la capsula a vite con diversi spazi di testa (4, 16 e 64 ml di aria). I vini sono stati imbottigliati a mano, tappati con attrezzatura commerciale e stoccati in condizioni controllate. La concentrazione di SO2 libera e totale, la composizione fenolica (antociani, pigmenti, polimeri e tannini) ed i colore de vini sono stati determinati durante un periodo di due anni. In aggiunta, dopo 6. 9. 11, 18 e 24 mesi i vini sono stati sottoposti ad analisi sensoriale. I vini tappati con capsula a vite con spazio di testa di 4 e 64 ml si sono dimostrati nettamente differenti dalle altre tesi dello studio, e tali differenze si sono rese evidenti entro il primo anno dopo l’imbottigliamento. I vini tappati con le condizioni più comuni per i vini commerciali, vale a dire capsula a vite con 16 ml di spazio di testa, i tappi sintetici e i tappi in sughero sono risultati molto simili in termini di caratteristiche compositive e sensoriali, anche se sono emerse sottili differenze. Le note di “gomma” e “pietra focaia” (definiti in generale “ridotto”) sono apparse in alcuni vini ma mai con intensità dominante. La maggiore incidenza di qusto carattere si è avuta nei vini tappati con capsula a vite con spazio di testa minimo. (Si consiglia la lettura del testo integrale. Titolo originale: The impact of closures, including screw cap with three different headspace volumes, on the composition, colour and sensory properties of a Cabernet Sauvignon wine during two years’ storage)