In studi precedenti, il ceppo L. plantarum V22, mostrava una FML veloce e affidabile, un impatto positivo sulle caratteristiche chimiche e sensoriali del vino, l’assenza di produzione di istamina e tiramina quando veniva inoculato in modo simultaneo o sequenziale in numerose varietà di mosti/vini con pH elevati.
 
Lo scopo di questo lavoro era di verificare la performance del ceppo L. plantarum V22 quando era inoculato in mosto/vino con pH basso (ph 3.3) durante la FA e sequenzialmente e di seguire l’andamento delle amine dal mosto al vino all’imbottigliamento e a un anno dall’imbottigliamento.
 
Poster presentato a Enoforum 2013, 7-9 Maggio, Arezzo (Italia)
Documenti allegati
Notizie correlate:
stabilizzazione__colloidale__colore__vini_rossi__additivi-img20082-01-1
Esperienze alternative al freddo per la stabilizzazione colloidale e del colore dei vini rossi

I vini sono soluzioni idroalcoliche e anche dispersioni colloidali. Le dispersioni colloidali possono mantenersi stabili nel tempo e i vini restare limpidi, oppure diventare instabili e provocare la comparsa di aggregati tra colloidi che possono restare in sospensione (vini torbidi) o precipitare formando un deposito. Nei vini rossi la precipitazione dei colloidi è una delle cause della perdita di sostanza

chitosano__fermentazione__vendemmia-img19859-01-1
Applicazioni del Chitosano durante la vendemmia

La maggior parte dei microrganismi che possono influenzare negativamente la qualità del vino sono naturalmente presenti nell’uva. È durante il trattamento delle uve e la fermentazione e la conservazione del vino, che il loro sviluppo può diventare problematico. Per questo motivo il loro controllo nelle prime fasi della produzione è di vitale importanza. L’autorizzazione all’uso del chitosano