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Cosa sono gli NFT? Come questa tecnologia può essere di supporto al settore vino?

Dott.ssa Patrizia Capoferri, esperta di Wine Marketing

Puntata 2

​NFT o non-fungible token

​Intervista: Come usare gli NFT per aumentare il valore del vino?

​Per il brand? Per linea di prodotto? O per ogni singola bottiglia?

​NFT per la realtà e per il Metaverso

​Arte e oggetti da collezione e Crypto Art

​NFT per i brand e la fedeltà al marchio

​NFT per linee di prodotti e bottiglie pregiate

​Le aziende italiane e la rivoluzione del web3

​Il web3.0 nel vino. Soggetti già presenti sulla wine Blockchain?

Nel corso della prima puntata di questo articolo abbiamo spiegato cosa sia la blockchain e quali benefici possa portare al mondo del vino, prendendo spunto dai bisogni della filiera e dalle esperienze positive già rodate in altri settori produttivi come la moda. In questo articolo affronteremo invece il tema degli NFT e di come possono essere utilizzati per incrementare il valore, percepito o reale, di un brand o di prodotto, virtuale o materiale, come la nostra bottiglia di vino. 

NFT o non-fungible token 

NFT o non-fungible token, in italiano si traduce in gettone non fungibile, unico e insostituibile (non è sostituibile con nessun altro bene), sta in un portafoglio virtuale chiamato wallet e può essere trasferito da un wallet all’altro.  
Gli NFT contengono dei certificati digitali registrati nella blockchain che consentono di identificare in modo univoco un oggetto reale o virtuale e attestano a chi li possiede la proprietà digitale, la Ownership. Gli utenti quindi possono acquistare, scambiare e investire in NFT, transazioni che in blockchain vengono pagate in criptovalute. I certificati scritti nel registro della blockchain non sono tutti NFT, solo quelli contenuti in un NFT posso essere scambiati.


Intervista: Come usare gli NFT per aumentare il valore del vino?

Per il brand? Per linea di prodotto? O per ogni singola bottiglia? 

Per approfondire da vicino le tematiche delle potenzialità e dei possibili utilizzi concreti ci siamo rivolti a Raffaele Bini, riconosciuto esperto della tecnologia blockchain e CTO di 1TrueID, soluzione per la tracciabilità, per la verifica di autenticità degli articoli e il coinvolgimento dei clienti basata sulla blockchain.
Prendendo spunto da alcuni casi di successo nel settore moda (menzionati nella puntata precedente n.d.r.) e non risparmiando sforzi di comprensione e di immaginazione, abbiamo avuto il piacere di porre a lui le domande che ci animano. Se anche a voi lettori ne nascerà qualcuna saremo lieti di rispondere ai vostri commenti. 

Venendo ai possibili utilizzi degli NFT nei diversi settori produttivi ci siamo domandati quali siano le potenzialità soprattutto per quanto attiene alla crescita del valore percepito, del brand, del bene virtuale o del bene reale stesso a cui un NFT viene associato.
Partendo dalla consapevolezza che gli NFT possono identificare qualunque oggetto concreto o virtuale che si tratta solo di registrare in Blockchain, quello che ci si chiede è, come conviene usarli? Possono essere usati per proteggere e valorizzare filiere, brand, prodotti, ingredienti? E per aumentare il valore percepito del vino stesso?

NFT per la realtà e per il Metaverso

Nel mondo reale ogni prodotto è unico (la MIA bottiglia non è la TUA bottiglia) e grazie all'applicazione di un tag UHF, NFC o un QRCode viene riconosciuto univocamente anche nel metaverso. Ed ecco che la mia identità digitale (Avatar) in un gioco, realtà virtuale o applicazione, possiede anche la rappresentazione digitale di quel prodotto, che sia una foto, un rendering solido o un oggetto tridimensionale con cui interagire virtualmente.


Arte e oggetti da collezione e Crypto Art  

Mentre la società sta lentamente scoprendo il metaverso sta crescendo come tendenza globale la proprietà digitale di opere d'arte e oggetti da collezione e le opere d’arte certificate con NFT. Si può forse dire che il trend della Crypto Art che ha generato un vero e proprio boom nell’ultimo anno con opere e oggetti digitali venduti all’asta anche a centinaia di migliaia o milioni di euro, in qualche modo tenda a per portare nel metaverso il design e i valori del made in Italy?
L'introduzione della blockchain nell'industria dell'arte di certo ha avvantaggiato sia gli artisti che i collezionisti come mai prima d'ora. Gli orgogliosi proprietari di rari pezzi di webart possono utilizzare un QR code per registrare in blockchain i propri beni, offrendo una prova di proprietà immutabile e trasparenza pubblica della cronologia delle vendite.

NFT per i brand e la fedeltà al marchio 

I casi sono ormai numerosi e fanno via via meno scalpore: gli NFT di Gucci venduti all'asta online di Christie's; la suite di personaggi e accessori NFT di Burberry; Prada, Cartier, come Dolce e Gabbana la cui alta gioielleria e alta sartoria sono messe in vendita sia nella loro versione fisica che in quella digitale.
Alcuni importanti stilisti internazionali stanno inserendo nelle proprie collezioni degli NFT cosicché i fedeli al brand possano essere maggiormente coinvolti acquistandoli e rivendicandone la proprietà nel metaverso.
Le tendenze dell’ultimo anno stanno dimostrando che gli NFT hanno il potenziale per diventare un enorme generatore di reddito per l'industria della moda e che un brand forte non può non esistere nel metaverso, deve anzi avere un’identità virtuale e rivendicarne il valore, anche attraverso l’orgoglioso riconoscimento del proprio pubblico di affezionati che acquista e investe negli oggetti virtuali e nei token che il brand propone. 

NFT per linee di prodotti e bottiglie pregiate

L’emissione di un tot numero di NFT per una linea di prodotti esclusivi, magari quelli di più alta gamma all’interno di un’offerta diversificata, come edizioni limitate di bottiglie di particolari annate o con etichette artistiche, può avere diverse utilità. La linea prodotti può beneficiare di NFT ad esempio per farsi conoscere da un pubblico più giovane e tecnologico che già conosce la blockchain ma che conosce poco il vino. Oppure edizioni esclusive di bottiglie di alto valore possono essere collegate ad opere d’arte digitali così che l’acquirente diventa anche proprietario di un'opera di web art. Oppure la proprietà digitale potrebbe dare diritto ad accedere a contenuti esclusivi o a eventi riservati digitali o reali, a scopo di intrattenimento, formazione o creazione di community.

Per quanto concerne il singolo prodotto, emettere per ogni singola bottiglia di vino un certificato digitale NFT può aumentare il valore percepito prima di tutto perché ne certifica la rarità, la scarsità digitale e poi per le ragioni più concrete che abbiamo analizzato precedentemente. In primo luogo perché attraverso la tracciabilità della filiera si può certificare la produzione, il trasporto, l’adeguata conservazione, informazioni nel caso di un bene sensibile come il vino sono di primaria importanza. Se poi si entra nel merito fine wines, i vini pregiati, i vini da investimento e luxury capiamo bene come le questioni della rarità, scarsità e autenticità del brand siano realmente centrali.


Le aziende italiane e la rivoluzione del web3 

Come recentemente ha evidenziato Giacomo Vella, Ricercatore Senior dell'Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano nei risultati resi pubblici nel corso di un recente convegno, nel corso del 2022 si è assistito ad un crescente interesse da parte delle aziende verso NFT e criptovalute. Attratti dalle potenzialità di questi strumenti innovativi, molti player hanno cominciato a sviluppare nuove strategie di business basate su di essi lanciando sul mercato le prime iniziative web3. Il 2022 ha visto quindi un deciso aumento dei progetti Blockchain aziendali. Gli investimenti hanno raggiunto i 42 milioni di euro, +50% rispetto al 2021. Nel 33% dei casi sono legati al settore finanziario e assicurativo, nel 23% legati al retail e alla moda. Mentre per il settore automobilistico e della pubblica amministrazione, rispettivamente il 10% e il 7% del mercato. Vengono quindi giustamente considerate le importanti opportunità future per le diverse industrie. 

Il web3.0 nel vino. Soggetti già presenti sulla wine Blockchain 

Da un’accurata ricerca sul web abbiamo realizzato che nel corso degli ultimi anni varie aziende vinicole hanno iniziato ad utilizzare la tecnologia Blockchain per tutti i prodotti o solo per alcuni vini. Quelle di cui abbiamo trovato traccia sono: Cà del Bosco, Mosnel, Stella Wines, Casa Girelli di Cavit Group, Ricci Curbastro in Franciacorta, la toscana Ruffino, la pugliese Torrevento, Placido Volpone, Argiano, Marchesi Mazzei, Michele Satta, Podere Il Carnasciale, Tenuta Sette Ponti, Tua Rita, Michele Chiarlo.

 

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Pubblicata il 05/03/2023
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
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