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    Pubblicata il: 27/05/2020

Elicitori attivatori delle difese della pianta nella lotta contro l'oidio

Induttori di resistenza nella lotta contro l’oidio

COS-OGA è la prima “sostanza attiva a basso rischio” autorizzata in Europa (Reg.UE 543/2015), costituita da un complesso brevettato di origine naturale, messo a punto dallo spin-off universitario FytoFend SA (Belgio), stabilizzato a due componenti:

  • chito-oligosaccaridi (“COS”) derivati dalla depolimerizzazione del chitosano estratto dalla chitina dell’esoscheletro dei crostacei;
  • oligo-galaturonidi (“OGA”) derivati dalla degradazione delle pectine estratte dalla buccia di agrumi e mele

Questo complesso COS-OGA è disponibile come Agrofarmaco, denominato “IBISCO” (reg.n.16509), autorizzato dal 2018 anche per l’impiego su Vite contro l’Oidio.

MECCANISMO D’AZIONE

In natura il chitosano è un componente delle pareti cellulari dei funghi patogeni. A contatto con la pianta, il chitosano viene degradato dagli enzimi chitinasi e glucanasi formando i frammenti “COS” (chito-oligosaccaridi).

Le pectine invece sono componenti delle pareti cellulari vegetali. Gli enzimi poligalaturonasi prodotti dai funghi patogeni possono causare la degradazione delle pareti pectiniche, formando i frammenti “OGA” (oligo-galaturonidi).

I frammenti di chitosano (molecole “estranee” provenienti da un agente patogeno) e i frammenti di pectina (provenienti dalla degradazione della parete cellulare vegetale) sono rilevati dalla pianta come segnali d’allarme (elicitori rispettivamente “esogeni” ed “endogeni”) che scatenano i meccanismi naturali di auto-difesa.

IBISCO, con i suoi frammenti “COS” e “OGA”, riproduce le interazioni pianta-patogeno e agisce come doppio «elicitore» (attivatore) delle difese naturali della pianta.

Legandosi ai recettori della membrana vegetale, le componenti COS e OGA producono un doppio segnale biochimico d’allarme, molto rapido e intenso, che si diffonde nella pianta e “accende” diverse risposte fisiologiche di difesa, come confermato dalle analisi di trascrittomica sull’espressione genica (sequenziamento genico m-RNA condotto su foglie di Vite provenienti da prove di campo Oidio - PTP Science Park, 2017).

La pianta è quindi più reattiva e pronta nel riconoscere, con un minor tempo di “risposta”, e contrastare efficacemente eventuali attacchi patogeni (es. Oidio).

Le risposte della pianta coinvolgono diversi meccanismi di autodifesa, come ad esempio:

  • ispessimento delle pareti vegetali attraverso la deposizione di callosio e lignina;
  • effetti sull’attività perossidasica, con un’intensa attivazione degli enzimi perossidasi e nitroreduttasi coinvolti in diversi processi ossidativi, tossici per i funghi;
  • bio-sintesi di proteine di patogenesi “PR protein”, coinvolte nel meccanismo di Resistenza Sistemica Acquisita “SAR”, anche attraverso una maggior produzione di acido salicilico.

 

Grazie ai diversi processi coinvolti non c’è rischio di sviluppare resistenze da parte dei patogeni. Oltre ad evidenziare un’ottima efficacia antioidica, in tutte le prove condotte in questi anni IBISCO si è dimostrato assolutamente selettivo per tutte le colture, senza manifestare effetti fitotossici. Inoltre, analisi specifche hanno assicurato la piena salvaguardia delle caratteristiche organolettiche sui prodotti trattati.

MODALITÀ D’IMPIEGO

Con l’impiego di IBISCO l’attivazione dei recettori di membrana è molto rapida: già 30 minuti dopo il trattamento si sviluppa il segnale elicitore di difesa, che viene trasmesso in maniera sistemica ascendente e discendente nella pianta.

Efficacia resistente al dilavamento

Anche in caso di successivo dilavamento del prodotto sulle foglie da parte delle piogge, l’efficacia del trattamento non ne risente. Infatti non è il complesso COS-OGA che viene trasportato nella pianta, ma è il segnale biochimico da esso prodotto che viene trasmesso.

IBISCO è impiegabile in Agricoltura Biologica e si inserisce perfettamente anche all’interno di strategie di difesa integrate, in miscela o in alternanza con gli antioidici tradizionali, sia nelle fasi iniziali che successivamente, fino alla vendemmia o alla raccolta dei frutti (anche fra uno stacco e l’altro).

EFFICACIA E SINERGIA

Oltre alle numerose prove di efficacia e strategia che in campo e in serra hanno confermato l’ottima efficacia di IBISCO nel controllo dell’Oidio, le indagini sperimentali condotte sulle piante trattate hanno dimostrato l’effettiva attività elicitoria di IBISCO sui meccanismi di autodifesa della pianta.

È il caso ad esempio delle analisi trascrittomiche sull’espressione genica realizzate nel 2017 dal PTP Science Park (Lodi), su foglie di Vite provenienti da prove Oidio. Nelle piante trattate con IBISCO addirittura 989 geni diversi (molti di essi coinvolti nei meccanismi di autodifesa) sono espressi in quantità significativamente differenti rispetto al testimone non trattato. Altre analisi specifiche sull’enzima perossidasi hanno innanzitutto dimostrato l’effettiva maggior attività perossidasica di autodifesa nelle foglie trattate, in risposta all’attacco patogeno. Inoltre si è evidenziato come la miscela di IBISCO con altri antioidici sviluppi un forte effetto sinergico positivo.

Attività

 

 

EFFETTO FITOSTIMOLANTE

Alcune esperienze in campo, confermate dagli studi genici di trascrittomica, evidenziano anche l’effetto fitostimolante di IBISCO, che influenza positivamente alcuni processi biochimici legati al benessere della pianta:

  • maggior resistenza agli stress abiotici
  • miglioramento del metabolismo vegetale
  • aumento quantitativo e qualitativo delle produzioni
Pubblicata il 02/05/2020
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Direttore Responsabile: Dott. Giordano Chiesa
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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