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    Pubblicata il: 27/05/2020

I consigli di ILSA per ridurre le perdite da disseccamento del rachide

Il disseccamento del rachide è un’alterazione fisiologica che compromette la qualità della produzione, infatti essa interessa i grappoli e ne compromette il corretto sviluppo, ostacolando il regolare flusso della linfa all’interno del rachide. Nelle viti colpite si determinano danni alla produzione, sia in termini qualitativi (inadeguata maturazione delle uve), che quantitativi. Questa fisiopatia vede una parziale o completa disidratazione di porzioni di grappolo, che vengono bloccate nel loro metabolismo e quindi nella loro maturazione. In particolare, gli acini perdono consistenza e non maturano, mantenendo un’acidità troppo elevata, non raggiungendo il contenuto zuccherino desiderato e conservando una carica aromatica e fenolica acerba.

Da ciò capiamo come questa fisiopatia può portare a ingenti perdite produttive e, come se non bastasse, scadimenti qualitativi del mosto destinato alla vinificazione, in quanto l’asportazione delle sole parti di grappolo colpite risulta un’operazione troppo onerosa per il viticoltore. E’ quindi una fisiopatia complessa che può avere varie cause, principalmente di tipo nutrizionale, ma anche climatico e fisiologico, in quanto dipende da una maggiore o minore suscettibilità di alcune varietà e portainnesti.

Per questo ILSA ha analizzato, negli anni, tutte le possibili variabili in gioco sperimentando e collaudando una metodologia che riesca a limitare il fenomeno. Una metodologia illustrata anche in occasione del webinar tenutosi il 30 aprile 2020, dal titolo “Perdite produttive da disseccamento del rachide? Ecco come gestirle”, in cui Marta Magnano, del Servizio Agronomico di ILSA, ha illustrato tutti i possibili scenari che portano al disseccamento del rachide e gli strumenti a disposizione per combatterla.

disseccamento   


Disseccamento del rachide su Nebbiolo

Primo fattore di rischio è la scarsa disponibilità di magnesio, che può essere determinata da un elevato contenuto in potassio nel terreno; infatti l’eccesso di potassio, coadiuvato dal pH basico del suolo, può limitare l’assorbimento di calcio e, in particolare, di magnesio. A ciò possiamo aggiungere la spiccata sensibilità di alcuni vitigni a questo problema, in particolare quelli a grappolo molto serrato (ad esempio, Corvina, Trebbiano toscano, Teroldego, Nebbiolo, Cabernet sauvignon, Montepulciano, Sangiovese) o portainnesti inadeguati dove il fenomeno è più probabile e che sono meno efficienti nell’assorbimento del magnesio (come SO4) o che favoriscono eccessivo vigore (come Kober5BB). Inoltre, possono influire anche sbalzi termici troppo elevati durante la fase di formazione del rachide, che possono indurre ad una ridotta formazione di vasi xilematici (responsabili del trasporto della linfa e dei nutrienti assorbiti) o periodi prolungati di pioggia in fase di maturazione, che causano una prevalenza di assorbimento del potassio (sempre a scapito del magnesio e del calcio).

È quindi dalla cura del vigneto che bisogna partire per ottenere uve adatte a vinificazioni e in grado di esplicare appieno le caratteristiche fenologiche ed aromatiche delle varietà coltivate. L’adozione di buone pratiche per la gestione del disseccamento del rachide consente di avere resa e qualità, a partire da un portainnesto idoneo (420 A o 161.49) e da una nutrizione durante tutto il ciclo vegetativo che garantisca un corretto equilibrio vegeto-produttivo. La nutrizione dovrà garantire alla pianta un corretto apporto in magnesio, nei periodi di maggiore richiesta, in abbinamento con altri elementi fondamentali per il metabolismo della vite. Come agire praticamente?

Anzitutto, garantendo una buona dotazione di sostanza organica nel suolo, che prolunga la disponibilità di macro, meso e microelementi e minimizza gli squilibri tra questi elementi nel terreno. Progress Micro (NPK 6-5-13 con MgO e SO3) con azoto tutto organico ed un alto contenuto di sostanza organica è il prodotto che soddisfa tutti i requisiti richiesti ed è ideale per applicazioni in post-raccolta o a fine inverno, alternato con Fertorganico N11, che consente di apportare un alto contenuto di azoto organico (11%) e di carbonio organico (40%). Sono entrambi fertilizzanti a base della matrice Agrogel®, gelatina idrolizzata per uso agricolo di produzione esclusiva ILSA.

In aggiunta alla fertilizzazione al suolo, le applicazioni fogliari consentono di apportare specifici elementi nutritivi e sostanze ad azione biostimolante al momento giusto ed alla dose corretta. Ilsamin MMZ, durante la fase vegetativa, e Ilsamin CaMg + Etixamin Bio-K, durante la formazione dei grappoli, sono i formulati speciali a base di Gelamin® (gelatina idrolizzata fluida per uso agricolo) che consentono di apportare potassio, calcio, magnesio ed altri microelementi in maniera equilibrata per la vite, perché complessati da amminoacidi di alta qualità ottenuti da un processo di idrolisi enzimatica. Infine, IlsaC-on ed IlsaVegetus, biostimolanti di origine vegetale, a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae, consentono di migliorare ulteriormente l’assorbimento degli elementi nutritivi, scongiurando l’insorgenza del disseccamento del rachide e migliorando le caratteristiche qualitative finali.

Risultato su Nebbiolo, ottenuto grazie all’applicazione di concimi e biostimolanti ILSA

Per maggiori informazioni:

www.ilsagroup.com

www.agrogel.it

www.gelamin.it

Pubblicata il 11/05/2020
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Direttore Responsabile: Dott. Giordano Chiesa
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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