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I consumatori di vino chiedono salubrità e sostenibilità ambientale!

Sono disponibili in Italia i primi vini ottenuti dalle nuove varietà resistenti UNIUD-IGA: Fleurtai, Soreli, Merlot Khorus e Kanthus, Cabernet Volos e Eidos, Sauvignon Kretos, Nepis, Rytos

Le cantine friulane e venete che per prime hanno colto l’importante opportunità di utilizzare varietà resistenti a peronospora ed oidio per produrre vini ad alta sostenibilità ambientale, hanno lanciato nel mercato le prime bottiglie.

Tra queste, ci sono importanti realtà come: Cantine Rauscedo, Forchir, Terre di Ger. Ora questa possibilità può essere colta anche dai vignaioli della Lombardia: con il D.d.s n° 6267 del 7 maggio 2018, infatti, anche in Regione Lombardia è possibile utilizzare le varietà resistenti UNIUD-IGA-VCR per la realizzazione di nuovi vigneti.

Un recente studio condotto da ricercatori francesi sulla propensione dei consumatori all’acquisto di vini bio o prodotti da vitigni resistenti ha portato ad interessanti risultati: i ricercatori del progetto Vinovert hanno sottoposto 4 vini bianchi a 163 consumatori abituali: un vino convenzionale di bassa fascia (4.70Euro/collo prezzo franco fabbrica), un vino bio (8 Euro), un vino convenzionale premium (8.90 euro) e un vino di varietà resistente (6 euro). Dopo ogni vino degustato i giurati dovevano esprimersi circa la loro disponibilità all’acquisto del prodotto, indicandone anche il prezzo oltre il quale avrebbero desistito all’acquisto.

Se nella prima fase di degustazione alla cieca i consumatori si sono orientati nella scelta verso i vini convenzionali, quando gli è stato reso noto l’Indice di Frequenza dei Trattamenti (IFT), la percentuale di consumatori che ha optato per il vino bio è passata dal 4 al 12% (con IFT=2), mentre coloro che hanno optato per il vino da varietà resistente è passata dal 18 al 42% (IFT=0). In senso opposto la preferenza per i vini convenzionali si è afflosciata, dato che il loro IFT era di 16.9 per i vini di bassa fascia e di 12.7 per il premium. Quando poi sono stati evidenziati la quantità di residui dei prodotti fito presenti in ogni vino (da 0 nel resistente fino a 6 nei convenzionali), l’attrattiva del vino da varietà resistente è ulteriormente aumentata, raggiungendo la percentuale del 61% per intenzione di acquisto, mentre la presenza del rame nel vino bio ha fatto fletter la sua appetibilità al 9%.

Anche spiegando al campione di consumatori il tipo di viticoltura praticata ed i vitigni utilizzati, tali informazioni non hanno modificato se non marginalmente i comportamenti dei consumatori, che non hanno quindi rigettato il vitigno resistente. Ciò ha portato il direttore scientifico del progetto Vinovert alle seguenti conclusioni:

  • Non c’è penalizzazione per il fatto che un vitigno non è tradizionale, ma l’informazione fornita ai consumatori condiziona l’acquisto!
  • I consumatori sono pronti ad adottare delle varietà resistenti a condizione che gli si spieghi che cosa sono
  • E’ comunque importante sottolineare che l’intenzione di acquisto dei vini convenzionali si è mantenuta, il che porta alla conclusione che la qualità del prodotto rimane un parametro fondamentale.

 

Questo studio conferma ancora una volta l’attenzione alla salubrità dei vini ed alla sostenibilità dell’ambiente del consumatore, ed alla necessità di dare risposta a queste esigenze da parte del mondo vitivinicolo.

Forti di questa consapevolezza l’attività di ricerca nella creazione di nuove varietà resistenti sta continuando: a breve saranno presentate dall’Università di Udine ed IGA all’iscrizione al Catalogo Nazionale 4 nuove varietà resistenti con genitori nobili Pinot Bianco e Pinot Nero.

VCR ha avviato anche un proprio programma di incrocio allo scopo di ottenere nuovi vitigni resistenti da vino e da tavola, utilizzando per gli incroci varietà italiane ed estere, nella convinzione che la creazione di nuove varietà resistenti a peronospora ed oidio, sia lo strumento più efficace per dare le risposte alle esigenze di salubrità e sostenibilità dei consumatori.

Pubblicata il 11/12/2018
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Direttore Responsabile: Dott. Giordano Chiesa
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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