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Innovazione BluAgri per lo stimolo del microbiota del terreno

Innovazione BluAgri per lo stimolo del microbiota del terreno

L'ambiente pedologico che funge da substrato per la radice di una pianta di vite è molto ricco di vita. Basti pensare che nel primo strato utile, intorno ai 30 cm, le comunità di microrganismi presenti va a costituire una biomassa vivente pari a 4-5 t/ha. Secondo un recente studio (Progetto VeneTerroir, Squartini, Paoletti, Concheri) in 12 vigneti in zona Colli Euganei e Berici, sono state sequenziate ben 56.046 specie tra funghi e batteri.

L’importanza che rivestono quindi questi microorganismi non è da sottovalutare, ad esempio, i batteri che si sviluppano intorno la radice nella rizosfera, nutrendosi di essudati radicali e mucillagini, svolgono un ruolo fondamentale nella nutrizione delle piante e nella resistenza agli stress esterni. Il benessere della pianta è dunque espressione diretta della qualità del suolo. L’agricoltura convenzionale, basata sull’utilizzo di prodotti inorganici di sintesi, comporta la distruzione della rete biologica utile del terreno.

La visione dell’importanza dello sfruttamento della componente microbica autoctona, quale valore indispensabile per una crescita sostenibile, rappresenta l’obiettivo sul quale il team BluAgri concentra le proprie risorse. La componente peptidico-amminoacidica, alla base dei prodotti BluAgri, in sinergia con lo zolfo di miniera e con la kieserite, permette di stimolare il metabolismo dei microrganismi autoctoni del terreno e mobilizzare tutti i nutrienti che altrimenti rimarrebbero immobilizzati e quindi non assimilabili da parte della pianta.

Questo interscambio, aumentando l’efficacia e la velocità di traslocazione degli elementi, promuove la crescita radicale grazie alla produzione di ormoni specifici (auxine, gibberelline e citochinine) ad opera di Rizobatteri. Il ripristino del naturale equilibrio microbiologico del terreno favorisce il rinnovo e la crescita di un apparato radicale efficiente, aumentandone la capacità esplorativa ed il ricambio pilifero.

La conseguenza del maggiore sviluppo di apparato radicale, e quindi del maggior numero di interazioni tra batteri-radice, si traduce in un continuo apporto di acqua e sostanze nutritive. Lo stimolo del microbiota specifico del vigneto si riflette non solo a livello ipogeo, ma si esplica a livello della parte epigea.

La costante e duratura presenza di nutrienti assimilabili nel terreno favorisce un buon accrescimento degli apici vegetativi, con internodi omogenei e regolari, ed una uniformità nell'espressione vegetativa lungo tutto il ciclo annuale della vite. Le sezioni dei tralci presentano una maggiore densità vascolare costituita in gran parte dal floema e dalle tracheidi, ovvero di fasci vascolari più predisposti alla traslocazione linfatica, che di trachee, adibite invece alla traslocazione di sali ed acqua. Ciò determina un migliore nutrimento per gli organi epigei della pianta ed una migliore resistenza agli stress idrici.

Grazie alla migliore nutrizione, il grappolo si sviluppa in maniera omogenea e completa, riducendo il fenomeno dell’acinellatura raggiungendo un grado di maturazione idoneo per gli obiettivi enologici aziendali. Tale risultato quantitativo e qualitativo si riflette nei report analitici dell'uva - ottimo profilo dell'acidità organica, malica in particolare - ed in una migliore organolesi degli acini.

Dopo anni di ricerche, BluAgri è riuscita a raggiungere il suo obiettivo primario: la riduzione degli apporti di concimi chimici di sintesi

  • Nelle aziende trattate è stata possibile una riduzione di almeno il 50% degli apporti in concimi minerali e fogliari a favore degli inputs organici.
     
  • L’incremento nella produzione da parte della pianta di radici secondarie adibite all’assorbimento dei nutrienti, ha permesso di diminuire gli apporti nutritivi in conseguenza all’aumento dell’assorbimento e dell’efficienza radicale.
     
  • Questo consentirà nel tempo di ridurre l’impronta carbonica delle produzioni, per la concimazione di 30 ha di vigneto infatti si utilizzerebbe 1 tonnellata di BluVite a differenza delle 24 tonnellate di concime chimico di sintesi utilizzate in media nelle aziende viticole.

 

Pubblicata il 09/05/2018
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
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ISSN 1826-1590
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