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Lo sviluppo di nanofertilizzanti per una agricoltura sostenibile e l’ottimizzazione di pratiche di fertilizzazione nei vigneti

HYPATIAUna delle sfide globali di questo millennio, che vedrà presto una crescita della popolazione mondiale (più di 10 miliardi), è strettamente collegata alla produzione di prodotti agricoli di largo consumo (cereali e legumi), oltre che di prodotti a scala più locale e/o ad alto valore aggiunto (ortaggi, frutta e uva da vino), che occupano, nell’economia globale, una larga porzione degli scambi commerciali tra i Paesi più avanzati.

La progressiva riduzione del terreno arabile è comunemente attribuita all’antropizzazione di vaste aree del pianeta e alla graduale desertificazione in atto in diversi Paesi della fascia climatica temperata, nonché all’utilizzo massiccio di fertilizzanti idrosolubili e a bassa efficienza. L’uso intensivo di questi fertilizzanti, causa di eutrofizzazione delle acque di falda e dei bacini idrici chiusi (fiumi, laghi e mari interni) e con impatto significativo sui cambiamenti climatici, impone un deciso ripensamento in merito all’impiego di tali prodotti e alle comuni pratiche di fertilizzazione.

Le nanotecnologie hanno consentito lo sviluppo di materiali ingegnerizzati di nuova concezione, quali fosfati di calcio a solubilità limitata, recentemente introdotti in fase sperimentale in colture di cereali e di leguminacee per ovviare ad alcune di queste problematiche. Sfruttando la loro capacità di inglobare macronutrienti (azoto in primis, ma anche potassio) e la possibilità di regolarne la velocità di rilascio con un controllo accurato delle dimensioni delle particelle costituenti (dell’ordine del miliardesimo di metro o poco più), questi nanofertilizzanti intendono contribuire in modo efficiente e sostenibile alla risoluzione di diversi problemi aperti (utilizzo di risorse minerali non rinnovabili, incremento dei gas serra, inquinamento ambientale, etc.), preservando la qualità e la quantità dei prodotti agricoli da essi ottenuti.

Il progetto HYPATIA, condotto in partenariato dal To.Sca.Lab. di Como (Università dell’Insubria e Istituto di Cristallografia del Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dall’Università di Granada (Spagna) e finanziato dalla Fondazione CARIPLO, tenta pertanto di dare delle risposte high-tech ad alcuni di questi temi attraverso: (a) lo sviluppo di procedure di sintesi sostenibile (secondo i principi della chimica verde) di nanomateriali ingegnerizzati a base di fosfato di calcio opportunamente modificato con ioni nitrato, potassio e molecole di urea, e loro caratterizzazione strutturale ed analitica con metodi avanzati alla multiscala; (b) valutazione dell’efficacia di questi nanomateriali sulla crescita controllata di piante di grano duro, ortaggi e viti di varietà Tempranillo e Pinot, condotte presso centri di ricerca italiani (CREA-VE – Conegliano; Università di Bolzano) e spagnoli (IFAPA – Cordoba, IVV-CSIC – La Rioja).

Maggiori informazioni sulla attività del progetto sono disponibili al sito www.hypatiagro.it

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Pubblicata il 27/07/2020
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
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ISSN 1826-1590
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