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Vigneto, la sfida del climate change

Vigneto, la sfida del climate change

Stress abiotici, irrigazione e corretta maturazione delle uve: il punto nel convegno organizzato dall'Associazione Donne della Vite e Lallemand.

Guarda l’intervista e scarica le relazioni presentate.

Il clima cambia e le conseguenze si ripercuotono anche sulla viticoltura e l’enologia,  i tecnici possono comunque intervenire per limitarne gli effetti negativi e nella giornata di convegno si sono affrontati molti aspetti di fondamentale importanza per riequilibrare la composizione delle uve, con particolare attenzione sul Sangiovese.

È stato questo il filo conduttore del convegno "La sfida del climate change in vigneto: strategie per gestire stress abiotici e irrigazione" ospitato dall'azienda Barone Ricasoli presso il Castello di Brolio (Gaiole in Chianti, Si) lo scorso 12 marzo, organizzato dall'Associazione Donne della Vite e Lallemand.

Climate change: gli effetti globali

"Uno degli effetti più evidenti del riscaldamento globale è la fusione dei ghiacciai” - ha affermato in videoconferenza dall'Ohio Paolo Gabrielli, ricercatore presso il Byrd Polar and Climate Research Center dell'Ohio State University (Columbus, Usa), confermando quanto evidenziato da Simone Orlandini dell'Università di Firenze che ha evidenziato come gli effetti dei mutamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Da quelli più facilmente percepibili, come l'innalzamento delle temperature e la discontinuità e la violenza degli eventi piovosi o l'anticipo delle fasi fenologiche della maggior parte delle colture agrarie, a quelli meno evidenti come la desertificazione di alcune aree e la perdita di biodiversità.

Di fronte al mutato e più vulnerabile contesto produttivo in cui si trova oggi il viticoltore a operare, le parole chiave sono "adattamento, mitigazione e resilienza".

Gli effetti sulla viticoltura

Gli stress multipli estivi stanno interessando un numero crescente di annate, ha sottolineato Alberto Palliotti dell'Università di Perugia. I danni che ne derivano a livello di uve e vini hanno a che vedere con squilibri compositivi che contrastano con la qualità e con le richieste attuali del mercato. Gli stress idrici e termici determinano uno sfasamento sempre maggiore tra maturazione tecnologica (accumulo di zuccheri e degradazione di acidi), che risulta anticipata, e maturazione fenolica. Ciò rende necessario valutare in modo diverso le scelte tecniche in sede di impianto del vigneto e di predisposizione della forma di allevamento oltre a gestire con maggior oculatezza defogliazioni, cimature e scacchiature.

Ma oltre alla chioma è necessario prestare attenzione anche alle radici, le quali necessitano di pari cura poiché "sempre più evidenze scientifiche ci dicono che con le informazioni che inviano alla chioma le radici riescono a indirizzare la produzione", ha spiegato Paolo Storchi del Crea-Ve di Arezzo.

Riequilibrare la maturazione fenolica del Sangiovese

"Per comprendere gli effetti sulla maturazione e composizione dell'uva del cambiamento climatico e di tecniche agronomiche utilizziamo un approccio integrato agronomico, biochimico e molecolare", ha affermato Ilaria Filippetti dell'Università di Bologna, il cui intervento si è soffermato sulle influenze del clima e delle pratiche agronomiche sulle vie di sintesi dei polifenoli in Sangiovese.

L'accumulo di antociani dipende molto dalle temperature, soprattutto in momenti peculiari della sintesi, il che rende alcune tecniche agronomiche efficaci nell'influenzare positivamente l'accumulo dei flavonoli totali. Gli studi condotti dal gruppo di ricerca di Filippetti hanno contemplato anche la valutazione degli effetti dell'applicazione di elicitori, in particolare del prodotto LalVigne Mature di Lallemand, 100% lievito inattivato, contenente composti della parete cellulare del lievito, nonché composti della membrana plasmatica del lievito in grado di stimolare la biosintesi di metaboliti secondari, come i flavonoidi. La prova triennale ha mostrato che l'applicazione di LalVigne Mature è in grado di incrementare la sintesi degli antociani in Sangiovese, in correlazione con una maggiore espressione dei geni che intervengono nella loro biosintesi, senza influenzare la maturità tecnologica.

"No Ogm e 100% organico, LalVigne Mature è stato testato su tutte le principali varietà in più di 25 paesi nel mondo, in condizioni pedoclimatiche e colturali differenti" ha spiegato Fabrizio Battista di Lallemand Italia. "Applicato in due trattamenti, uno ad inizio invaiatura e uno undici-tredici giorni dopo, LalVigne Mature ha mostrato di essere in grado di stimolare i geni coinvolti nel metabolismo secondario della vite, migliorando la componente fenolica delle uve, con maggiore estraibilità dei polifenoli e vini più espressivi e bilanciati. Senza determinare un anticipo dell’epoca di maturazione.”

Massimiliano Biagi e Fabio Cascella, rispettivamente responsabile agronomico e responsabile di laboratorio dell'Azienda Ricasoli, hanno condotto una degustazione comparativa di vini Sangiovese trattati e non con LalVigne Mature in differenti annate (2016, 2017 e 2018). L’assaggio ha evidenziato come il trattamento abbia consentito di ottenere vini più equilibrati con una maturazione fenolica più bilanciata.

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L’irrigazione

La gestione dello stress idrico della vite è un fattore determinante per l'ottenimento di uve di qualità. Pertanto diventa strategico per il produttore conoscere e adottare metodi efficaci per capire quando la pianta abbia effettivamente sete. Lorenza Tuccio dell'Istituto di fisica applicata "Nello Carrara", Cnr ha messo a confronto tra loro diversi metodi di valutazione indicandone pregi e difetti in termini di costi, sensibilità e facilità d'uso.

Se le attività di scouting in vigneto per la rilevazione dello stato idrico possono restituire dati precisi, essi presentano tuttavia lo svantaggio di essere time consuming, che può essere superato con tecniche di rilevazione da drone equipaggiato con sensori termici multispettrali e iperspettrali. "Il telerilevamento termico ad alta risoluzione da drone - ha spiegato Filippo Di Gennaro del Cnr-Ibimet di Firenze - consente di identificare le alterazioni termiche della superficie fogliare dovute a variazioni fisiologiche indotte da condizioni di stress idrico. L'interruzione del fenomeno di raffreddamento evapotraspirativo causato dalla chiusura degli stomi in stati di stress diviene così facilmente discriminabile.".
"Un impianto di irrigazione progettato in modo razionale consente di risparmiare moltissima acqua e soprattutto di realizzare quella che io chiamo un’irrigazione di qualità", ha affermato Diego Zuccari, agronomo libero professionista.

Pubblicata il 15/04/2019
    • La sfida del climate change in vigneto
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Direttore Responsabile: Dott. Giordano Chiesa
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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