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Hai mai mandato lo stesso campione di vino a diversi laboratori?

Caso studio sull’analisi dell’anidride solforosa nel vino

Hai mai mandato lo stesso campione di vino a diversi laboratori?

In questo documento mostriamo un quadro reale di quello che accade nella pratica quando il contenuto di solforosa dello stesso vino viene analizzato da laboratori esterni diversi e con metodi di analisi diversi.

L’analisi dell’anidride solforosa è una di quelle analisi fondamentali che più di altre viene fatta praticamente da qualsiasi produttore di vino. Allo stesso tempo, è anche una delle analisi che più di altre genera confusione nell’interpretazione dei risultati e mostra differenze che a volte sembrano inspiegabili, quando l’analisi viene effettuata sullo stesso vino ma con metodi diversi o in laboratori diversi.

Per questo motivo, abbiamo deciso di metterci nei panni di un “produttore o un enologo” che vuole vedere prima di tutto quali possono essere le differenze, in termini proprio di milligrammi per litro, riscontrabili nella pratica e, in secondo luogo, vuole capire come interpretare i risultati delle analisi nel modo corretto, per poter prendere le decisioni basate su queste analisi in modo consapevole (devo aggiungere solforosa oppure no? Quanta ne devo aggiungere? Se vado in bottiglia con questo valore di libera sono tranquillo? Se mi presento in commissione con questo valore di totale sono tranquillo? ecc..).

Per la quantificazione del contenuto di solforosa nel vino l’OIV (Organizzazione internazionale della vigna e del vino) ha inserito due metodi ufficiali diversi nella raccolta dei metodi di analisi. Questi due metodi sono:

  • Metodo di riferimento (tipo II): Distillazione (OIV-MA-AS323-04A);
  • Metodo ausiliario (tipo IV): Titolazione Iodometrica (OIV-MA-AS323-04B).

 

I metodi di riferimento sono quelli ritenuti migliori e più precisi dalla comunità scientifica dell’OIV e sono quelli raccomandati per l'uso in caso di controversie e per scopi di calibrazione o confronto di sistemi di analisi che utilizzano metodi non ufficiali. I metodi ausiliari invece sono metodi che sono stati inseriti nella raccolta in quanto vengono comunemente utilizzati sia nei laboratori che direttamente in cantina perché tipicamente sono più semplici da svolgere, più economici e più veloci rispetto ai metodi di riferimento.

È noto che i due metodi ufficiali restituiscono su molte tipologie di vini risultati diversi, in quanto il risultato che si ottiene con la titolazione iodometrica è influenzato, a volte in modo troppo importante, dalle diverse sostanze interferenti presenti nel vino.

Questo è un grosso problema, perché in molti casi anche per le analisi di controllo necessarie per l’esportazione del vino o per l’approvazione in ambito DOC, DOCG, ecc., quello che viene utilizzato non è il metodo migliore, cioè il metodo ufficiale di riferimento, ma è il metodo più semplice ed economico, cioè il metodo ufficiale ausiliario. Riguardo a questo punto dobbiamo aggiungere che di recente è stata inserita la possibilità per il produttore di scegliere con quale metodo di analisi vuole che venga effettuato il controllo, almeno in alcune regioni e/o zone.

Non entreremo nei dettagli teorici di come funzionano i due metodi ufficiali. Se ti interessa approfondire gli aspetti critici dei diversi metodi di analisi (ufficiali e non solo) dell’anidride solforosa, puoi scaricare l’articolo precedentemente pubblicato su questo tema:
Come misuri l’anidride solforosa presente nel tuo vino?

Il contenuto di questo report è molto più pratico, in quanto condividiamo con te i risultati di un “esperimento” nel quale abbiamo chiesto a 4 diversi laboratori esterni di riferimento per diverse zone d’Italia di analizzare con entrambi i metodi ufficiali gli stessi campioni di vino.

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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
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Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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