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GLERA SPUMANTE: A CHI CONVIENE ?

di Marzio Pol

La crisi economica mondiale che ha investito l’Europa e gli Stati Uniti ha ridimensionato la crescita ed il profitto in quasi tutti i settori produttivi; anche il comparto del vino ha risentito di questo momento cosi difficile, nonostante ciò alcune nicchie hanno continuato a crescere soprattutto grazie all’esportazione. Il Prosecco DOCG Conegliano – Valdobbiadene e il Prosecco DOC rappresentano proprio una di queste realtà fortunate che fino al 2011 ha continuato a crescere con valori superiori al 10%. Ora le cose stanno cambiando e la versione DOC sta avendo una battuta d’arresto.

Le motivazioni sono molteplici ma penso sia importante evidenziarne una in particolare: la concorrenza dello spumante Glera che viene imbottigliato e venduto a minor prezzo dagli stessi produttori di spumante Prosecco DOC e DOCG. In poche parole una sorta di concorrenza a se stessi. La nuova denominazione Prosecco DOC e DOCG, è nata con lo scopo di circoscrivere il territorio di produzione, valorizzarne gli storici ambienti vocati e tutelare coloro che da decenni lavorano e producono ottimo Prosecco contribuendo alla sua diffusione in tutto il mondo. Il grande lavoro di promozione e diffusione di questo vino è stato intrapreso infatti dalle aziende site in Provincia di Treviso che fino ad una decina d’anni fa detenevano la quasi totalità della produzione. Nonostante l’esistenza di migliaia di leggi che regolano il settore vitivinicolo, imponendo ai produttori molteplici controlli, spesso eccessivi, non esiste una legge che tuteli coloro che hanno portato al successo un vino ed il suo territorio.

Dal momento che un nome di Vitigno non è difendibile poiché è possibile coltivarlo in tutto il mondo e che cambiare un nome ormai famoso non sarebbe stato conveniente, si è optato per chiamarlo Prosecco, “nome di territorio”, come il paese omonimo in provincia di Trieste. Affinché ciò si realizzasse, il vitigno iscritto all’Albo Nazionale delle varietà ha cambiato nome da Prosecco a Glera e tutte le province autorizzate che utilizzeranno la Glera, negli impianti dei vigneti, potranno chiamare il vino ottenuto da quest’uva “Prosecco”, tutti gli altri territori che utilizzeranno la varietà Glera otterranno vino Glera. Le province che nel loro albo dei vigneti avevano già da tempo iscritto la varietà Prosecco come consigliata o raccomandata hanno mantenuto questo loro diritto e sono Treviso, Belluno, Padova, Vicenza. Il Friuli Venezia Giulia quindi Pordenone, Udine Gorizia e Trieste hanno la possibilità di piantare Glera ottenendo vino Prosecco in quanto il Paese di Prosecco si trova in Friuli. Anche la provincia di Venezia è autorizzata ad ottenere vino Prosecco dalla varietà Glera, nonostante non riesca a trovare motivazioni valide e non capisca in base a quali requisiti ciò sia stato possibile visto che storicamente il Prosecco non era coltivato in questa zona. Totale nove Province.

Le zone tradizionali che producevano già Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene e Colli Asolani sono diventate territori DOCG. Il Prosecco prodotto in provincia di Treviso può fregiarsi della dicitura “Prosecco DOC Treviso”, quello prodotto in Provincia di Trieste può fregiarsi della dicitura “Prosecco DOC Trieste”, tutti gli altri vigneti di Glera situati nelle sette province rimanenti possono fregiarsi solo della dicitura” Prosecco DOC”. All’interno delle nove province non sono state individuate e delimitate le aree vocate per la coltivazione della Glera atta a dare Prosecco DOC, come previsto in tutti gli altri disciplinari DOC, quindi sarebbe auspicabile colmare questa lacuna. Dato l’enorme ampliamento della zona di produzione del Prosecco DOC, sarebbe stato sensato bloccare gli impianti di Vigneto Glera atti ad ottenere vino Prosecco e regolamentarli in base alla domanda di mercato dello spumante. Il blocco degli impianti per le Province venete è stato attuato con estremo ritardo nel giugno 2012, quando la superficie vitata a Glera era quasi raddoppiata, per la regione Friuli gli impianti sono stati contingentati.

Le conseguenze di questo ritardo si faranno presto sentire causando un drastico calo del prezzo delle uve, dei mosti e dei vini Prosecco DOC a causa di una produzione che supera la domanda del mercato. Esiste un altro problema per il Prosecco, tra l’indifferenza generale, molti produttori sia della zona DOCG sia della zona DOC vendono spumante Glera a prezzi molto più bassi del Prosecco Spumante DOC, spiegando ai propri clienti che si tratta sempre di uva Glera prodotta in zona DOC o DOCG negli stessi vigneti solo che non può fregiarsi del nome Prosecco perché o sono superi di produzione (20% in più rispetto alle rese legali permesse dal legislatore) o superi di cantina (la resa in vino della uva Glera è 75% di cui 70% Prosecco DOCG e 5% Glera, nel caso del Prosecco DOC resa uva 80% di cui 70% DOC e 10% Glera IGT) o perché il produttore non rivendica la DOCG o DOC aumentando la resa sino a 250 q.li /ha di uva Glera destinata a produrre solo vino Glera. Se da un lato non si capisce perché il legislatore abbia concesso di produrre nei territori DOC e DOCG dalle stesse uve due tipologie di spumanti, dall’altro è ancora meno comprensibile perché i fortunati produttori di Prosecco non difendano questo spumante che ha permesso loro di guadagnare, di investire nelle proprie cantine, e non lo portino come unico baluardo di questo magnifico territorio.

Dobbiamo anche considerare che tutti i nuovi impianti di vigneto Glera, all’interno delle province Venete, saranno atti solo a produrre Glera con resa 250 q.li /ha (IGT) e che questo prodotto andrà ad aggiungersi a quello ottenuto da superi di campagna e di cantina, aumentando notevolmente la produzione di vino Glera, che si svaluterà ulteriormente ed andrà ad alimentare le produzione di spumante Glera a prezzi ancora più bassi (sembra non esista limite di resa per l’uva Glera destinata alla produzione di vino spumante!). Più Glera spumante si venderà, più scenderanno le vendite di Prosecco DOC e più scenderà il suo prezzo. Nel 2011 il prezzo del Prosecco DOC era aumentato eccessivamente toccando i due euro al litro, quindi un ribasso era auspicabile; ma quello che non è accettabile sono le enormi e continue fluttuazioni del prezzo, deleterie per il mercato e per il territorio; ora il prezzo è in caduta libera. Da molti anni vige questa logica di mercato che ha un sicuro effetto: riempire le tasche ora di uno ora dell’altro, perdere quote di mercato con l’incognita di poterle riprendere, svuotare i territori del loro valore. Un accordo tra i protagonisti della filiera potrebbe rendere il prezzo stabile per un lungo periodo permettendo a tutti di guadagnare il giusto; si preferisce invece giocare su rialzi azzardati che rendono il Prosecco spumante non più competitivo, con il conseguente crollo delle vendite e successivo ribasso dei vini base a prezzi stracciati.

La situazione attuale è molto preoccupante e in pochi anni, dato il notevole aumento degli impianti di vigneto, delle produzioni e quindi dell’offerta di vino base, il prezzo scenderà notevolmente e un recupero sarà molto difficile. Invece di trasformare i superi di produzione in Glera non era meglio copiare dallo Champagne? Vinificare ugualmente il prodotto ottenuto dai superi, conservarlo per un anno, e recuperarlo l’anno successivo nel caso si presentasse una cattiva annata declassando pari volume di vino nuovo; qual’ora l’annata fosse buona mandarlo alla distillazione. Come possiamo giustificare le numerose aziende produttrici di spumante Prosecco DOC e DOCG che da un lato scelgono un nuovo disciplinare trasformando il nome di vitigno “Prosecco” in nome di territorio ”Prosecco” per potersi difendere dagli speculatori ed impedendo loro di poter utilizzare il nome “Prosecco”, e dall’altro producono spumante Glera facendo concorrenza a loro stessi ed agli altri produttori del territorio. Vendendo e a volte svendendo lo Spumante Glera, queste aziende hanno creato un prodotto alternativo al Prosecco DOC e DOCG, che in futuro potrà seriamente minare il suo successo poiché la Glera potrà essere prodotta e resa spumante non solo in tutte le regioni italiane, ma in qualsiasi nazione del mondo. Il vino Glera base prodotto in un anno, nel territorio del Prosecco, è di diverse centinaia di migliaia di ettolitri e da esso si potrebbero potenzialmente ottenere decine di milioni di bottiglie.

La Glera spumante è commercializzata in bottiglie da 0,750ml, nel formato Magnum 1500 ml ed anche nel formato Jeroboam 3000 ml; sintomo della sua crescente diffusione. E’ presente nei listini dei bar generalmente ad 1,50 euro a bicchiere contro una media di 2,50 euro di un Prosecco DOCG o DOC. La produzione spumantistica delle aziende fuori zona autorizzate ad imbottigliare il Prosecco DOC, che nessun legame hanno con il territorio di origine, potrebbe spostarsi verso lo spumante Glera qualora questo prodotto fosse richiesto dal mercato. Anche in questo caso il prezzo del vino base spumante Prosecco DOC subirebbe una riduzione. Anche se il mercato delle bollicine è in crescita, la vendita di milioni di bottiglie di spumante Glera a basso prezzo sicuramente provocherebbe un calo altrettanto importante di altri spumanti, soprattutto Prosecco.

Le aziende che vogliono continuare a speculare almeno tolgano il nome Glera a questi spumanti e utilizzino nomi di fantasia; forse così eviteremo, dopo aver inventato l’alternativa al Prosecco, di farci deridere dal mondo intero. Per comprendere quello che sta accadendo; sarebbe come ipotizzare che nella zona dello Champagne, con i superi di produzione, alcuni produttori imbottigliassero lo “Champagnello” spumantino di serie B da vendere a prezzo ridotto, per arraffare un po’ di soldi in più, e distruggere la fama di un territorio fantastico, unico, ricco di storia e di tradizioni, famoso in tutto il mondo. La spiccata propensione all’individualismo porta a ricercare obiettivi personali, molte aziende seguono il proprio ”marketing” senza pensare alle ripercussioni che queste azioni potranno avere sul territorio e sull’intera filiera produttiva, e al proprio futuro, con l’unico obiettivo del massimo tornaconto economico nel più breve tempo possibile.

E’ auspicabile che i produttori riflettano sui vantaggi che potrebbe dare una filosofia comune, seguendo l’obiettivo principale, quello sociale, della tutela, della promozione e del benessere del territorio. Con pochi e semplici accorgimenti si potrebbe risolvere la situazione “Spumante Glera” che va peggiorando di anno in anno: - rivedere i disciplinari di produzione in modo che in zona DOC e DOCG i superi di campagna e di cantina siano destinati solo alla produzione di vino bianco, evitando cosi la produzione di Spumante Glera; - destinare le uve Glera, ottenute da vigneti ove si rinuncia a produrre Prosecco DOC e DOCG, alla sola produzione di vino bianco. E’ il momento di abbandonare i compromessi, affidandoci a scelte giuste e coraggiose, per affermare in tutto il mondo la vocazione e l’unicità del nostro territorio; tuteliamo i territori del Prosecco e difendiamoli dalle speculazioni.

 

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Marzio Pol luglio 2012

Pubblicata il 20/07/2012
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