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Il vino, secondo Vinexpo …

Di Matteo Marenghi

L’evoluzione che il salone di Bordeaux pronostica non vede, al 2012, significative cicatrici lasciate dall’attuale crisi economica mondiale, ma ciò che accade ai volumi globali non dice nulla rispetto a quelli relativi alle fasce di prezzo. Intanto l’Inghilterra è il primo mercato per il valore del vino acquistato e gli Stati Uniti sono al primo posto per i volumi consumati Da diverse edizioni Vinexpo, salone internazionale del vino e degli alcolici di Bordeaux, si fa precedere da uno studio commissionato alla società di Iwsr di Londra relativo all’evoluzione mondiale del settore: produzione, consumi, volume d’affari e tendenze che coinvolgono 28 paesi produttori e 114 mercati. Una gran mole di informazioni (presentate in anteprima per l’Italia a Milano durante un incontro organizzato dai Saloni Francesi) tanto più interessanti in quanto elaborate nel pieno di una crisi del comparto e, cosa che più preoccupa, dell’economia mondiale. Naturalmente il 2009 sarà un anno atipico e le ripercussioni sul consumo dei vini sono tutte da verificare, ma lo studio non si è focalizzato sulla situazione contingente bensì ha esteso le proiezioni dal 2007 al 2012: i dati sul quinquennio mostrano che le conseguenze della crisi attuale sulla filiera saranno limitate. Il direttore di Vinexpo, Robert Beynat, commentando la previsione dell’aumento del consumo di vino del 6% fra 2008 e 2012 ha detto che lo studio dava addirittura valori più elevati ma sono stati ridimensionati per motivi prudenziali. Di certo la crisi però agisce su almeno due fattori: gli operatori commerciali non fanno più stock e la distribuzione deve attrezzarsi per veicolare velocemente quantitativi di vino a volte esigui ed a volte importanti; si accelera il fenomeno già in atto di concentrazione mondiale di distributori e grossisti, acuendosi quindi la necessità delle aziende di far parte di circuiti commerciali virtuosi. Di seguito i punti salienti dell’indagine con la premessa che non sempre i responsi collimano con dati già consolidati e che va messa in conto un’aura di evidente ottimismo giustificabile col fatto che sono studi commissionati e diffusi dal comparto del vino a beneficio di … se stesso! Tra il 2003 e il 2007, la produzione mondiale di vino è cresciuta dell’1,8%, e tra il 2008 e il 2012 continuerà a crescere (+ 3,8% arrivando a 3 miliardi di casse). Attualmente il 52,6% del totale prodotto è fornito da Francia, Italia e Spagna ma si prevede un certo calo. Il consumo mondiale invece ha raggiunto 2,6 miliardi di casse nel 2007, e, anche se attualmente la situazione è difforme, si prevede una ulteriore crescita al 2012 (2,8 miliardi di casse). Nel 2007, il consumo di vino fermo in Italia ha raggiunto 299 milioni di casse, superando per la prima volta la Francia. Confermate al 2012 le previsioni che vedono gli Usa il primo paese consumatore al mondo con 313 milioni di casse. Rispettivamente all’8° e 9° posto (2007) la Federazione russa (70 milioni di casse) e la Cina (64 milioni). Anche il consumo pro-capite di vino progredisce: solo 6 paesi (Francia, Svizzera, Portogallo, Austria, Argentina, Spagna) hanno conosciuto una diminuzione tra il 2003 e il 2007. Il fatturato realizzato dalla vendita di vini (prezzo al consumatore) ha raggiunto 150 miliardi di dollari nel 2007. Aumenterà nuovamente dell’8,9% tra il 2008 e il 2012 per stabilirsi a 166 miliardi di dollari. Questa crescita sarà più debole sul periodo 2008/2012, con una previsione media di +1,8 % all’anno. Con 21,8 miliardi di dollari spesi nel 2007 gli americani sono i leader degli acquisti di vino fermo in valore. Una bottiglia su 4 consumata nel mondo è ‘importata’ e, al 2012, il dato è destinato ad aumentare (711 milioni di casse, +12,5% rispetto al 2008). Il Regno Unito è divenuto nel 2007 il primo paese al mondo consumatore di vino importato, detronizzando la Germania. L’Italia, con 170 milioni di casse esportate nel 2007, è invece il primo paese esportatore per volumi, ma per valore è saldamente al primo posto la Francia, a quota 9 miliardi di dollari.
Pubblicata il 08/04/2009
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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