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Inghilterra, così è il vino!

di Matteo Marenghi

I dibattiti sui poliedrici attributi del vino, sulle tendenze del consumo, sul valore di denominazioni e marchi, seppur interessanti, rischiano di divenire dei puri esercizi dialettici, se non contestualizzati. Per vendere bene occorre conoscere quello che il mercato chiede, nella realtà. Il vero tallone d’Achille di una fascia sempre più ampia di vitivinicoltori nostrani è la distribuzione e, ancora prima, l’idoneità ‘estetica’ di prodotti tecnicamente già più che degni. I soci del ‘Tesco Wine Club’, la grande catena distributiva inglese, hanno ricevuto in questi giorni la ‘Wine list Spring 2008’, ovvero tutti i vini selezionati dai buyer Tesco e disponibili direttamente nei supermercati o ordinabili via telefono o mail. Sfogliando questo libretto mi sono venute in mente delle considerazioni che vi giro a ruota libera, così come mi sono sorte. Anzitutto la copertina: due differenti cassette di vino contenenti ognuna tre bottiglie; tutte francesi. Il libercolo apre poi con 5 pagine dedicate agli Champagne, cui seguono due pagine per tutti gli altri spumanti del mondo. La Spagna ha 9 vini in questa sezione, di cui 8 Cava, l’Italia ne ha 7. Tre Asti, tre Prosecco ed un Pinot Grigio. Niente Trento o Franciacorta; in pratica nessun Metodo Classico non dolce. Nella pagina dedicata ai vini rosè l’Italia ha solo 4 prodotti di cui 2 sospetti, nel senso che un ‘Real Rosè Wine Co. Pink Zinfandel’ ed un ‘Ogio Zinfandel Rosè’ mi paiono più californiani che tricolore. Se così è gli unici italici sono un ‘Canti Pinot Grigio Rosè’ ed un ‘La Gioiosa Pinot Grigio Blush’. Dove sono i deliziosi Garda Chiaretto, i rosati salentini o i beverini Montepulciano d’Abruzzo? Poi parte la sezione dedicata ai bianchi ed ai rossi fermi suddivisa in due capitoli, i cui titoli sono assai eloquenti: ‘Francia ed Europa’ e ‘Australia e Nuovo Mondo’. E il titolo non è che lo specchio dei contenuti; 14 pagine dedicate alla Francia con ampie suddivisioni nelle principali denominazioni; 6 pagine all’Italia con una parziale segmentazione regionale (Veneto, Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Trentino), poi la voce ‘Altre regioni’ e ‘Sud e Sicilia’. Quattro pagine per la Spagna e 4 per tutte le altre nazioni produttrici europee. C’è poi una sezione dedicata ai ‘Wine Boxes’, ovvero bag in box di 3 litri. Cinque in toto gli italiani; un rosso ‘Tesco Sicilian Red’ e quattro bianchi ‘Tesco Soave’; ‘Sicilian White’, ‘Tesco Pinot Grigio’ e ‘La Gioiosa Pinot Grigio’. Le grandi cantine sociali Emiliano-romagnole che fanno? Nella categoria ‘Fine wine collection’, ovvero le bottiglie più prestigiose della collezione, 5 rossi: un Chianti Classico, un Cabernet Sauvignon, un Barolo, un Vino Nobile di Montepulciano, un Amarone; nessun italiano nei bianchi di pregio. Nei vini da meditazione e da dessert unico tricolore per un Marsala della Pellegrino. Lascio ad ognuno le considerazioni del caso. Unico appunto: abbiamo ancora moltissima strada da compiere! Ogni vino proposto in lista viene descritto con pochi simboli: la gradazione alcolica (con enfasi per quelli a bassa gradazione; c’è una sigla per quelli <10 gradi). Il gusto è indicato con una scala che va dal secco (1) al dolce (7) per i bianchi e gli spumanti, e da A (leggero e fruttato) ad E (corpo pieno) per i rossi. La terza colonna si chiama ‘vegetarian’ e mette una spuntatura verde accanto ai vini ottenuti senza additivi di origine animale. C’è quindi un'altra colonna per noi strana e si chiama “screw cap”; con una grossa spuntatura in rosso si evidenzia ogni vino la cui bottiglia è chiusa con tappo a vite. Poi c’è uno spazio dedicato ad eventuali riconoscimenti con 3 simboli riferiti rispettivamente a piazzamenti presso “International Wine Challenge”, ‘The Decanter World Wine Awards’ e ‘The International Wine and Spirit Competition’. Infine il prezzo. Qui il commento ci vuole; la chiusura con tappo a vite è divenuta elemento di grandissima rilevanza che fa decidere o meno l’acquisto. Le stesse campagne inglesi sul consumo consapevole di alcol esplicitano che la bottiglia settimanale ‘concessa’ va bevuta un po’ ogni giorno e non tutta nel week end. E per garantire la conservazione delle bottiglie smezzate? Due consigli: riporle in frigorifero dopo ogni pasto e preferire il tappo a vite per la migliore tenuta! Uomo avvisato …
Pubblicata il 30/03/2008
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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