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La quiete prima ... o dopo la tempesta ?

di Matteo Marenghi

Poco si muove, di concreto, nel mondo del vino ultimamente, perché c’è troppa attesa su tanti fronti, e ciò determina incertezza. C’è attesa sulla prossima Ocm vino, la cui proposta definitiva scatenerà un gran chiacchiericcio e poi diverrà, nel giro di un anno, la “nuova legge europea” di settore. Nel frattempo, in attesa di questa, ma soprattutto aspettando idee che al momento languono, si è arenata anche la nuova 164, ovvero la versione aggiornata della disciplina che regola i vini a denominazione italiani. I viticoltori comunque non sono assillati dall’attesa del rinnovo del quadro normativo, anzi, non se ne curano affatto. Sono invece interessati alle prossime quotazioni delle uve; da almeno due anni infatti diversi comprensori “subiscono” prezzi inferiori al costo di produzione. La situazione è insostenibile e la vendemmia prossima ventura potrebbe anche decretare il collasso di alcune zone, o di alcune aziende. Appare comunque evidente che non si potrà continuare a produrre uve “alla cieca” quindi, tutti coloro che non le trasformano direttamente, dovranno cercare contratti pluriennali con i vinificatori e/o le cantine sociali ove siano garantiti prezzi minimi di riferimento, assieme però anche a precisi disciplinari di produzione e di gestione agronomica del vigneto. Probabilmente si sta chiudendo un’epoca, quella dell’uva indistinta e soprattutto da pagare a peso! Intanto, in attesa delle previsioni quantitative sulla vendemmia, che dobbiamo augurarci scarsa, ci si diletta sul tema dell’anticipo vegetativo, ingenerato da un inverno eccessivamente mite che ha compresso le cadenze fenologiche della vite. Stando infatti alle più quotate previsioni, alcune aree, come la Franciacorta, potrebbero dover scendere con ceste e forbici nel vigneto già ai primi di agosto. Che le stagioni non siano comunque più nettamente classificabili ce ne siamo già accorti. È inoltre certamente tramontata l’era dei grandi investimenti, della creazione ex novo di aziende e marchi. Si registreranno invece fusioni ed accorpamenti fra realtà già esistenti, al fine di rendere le dimensioni più idonee al confronto con i concorrenti internazionali e le complessità dei mercati. Insomma, stiamo vivendo un momento dove l’unica certezza è il cambiamento. Cambiamento che dovrà anche investire i grandi saloni specializzati della filiera. Il sistema fieristico classico infatti scricchiola, con costi diretti ed indiretti per gli espositori che sempre più difficilmente possono trovare giustificazione nei maggiori contatti. E ciò vale sia per gli appuntamenti dedicati alla produzione che alla commercializzazione del vino. Grazie ad Internet, infatti, l’incontro fra domanda ed offerta può avvenire on-line, senza volare da un paese all’altro e senza calcare chilometri di padiglioni fra la folla. Modificazioni anche sul versante del consumo, con nuovi paesi che si aprono al vino ma altri ove i bevitori tradizionali fanno i conti con il cambiamento degli stili di vita ed una nuova attenzione delle politiche sanitarie nazionali. In Inghilterra è divenuto obbligatorio riportare le “dosi” giornaliere consigliate per ogni “drink”a base di alcol; una misura che rende molto più evidente il limite fra uso ed abuso ma che sottolinea anche una certa pericolosità del prodotto. Non è nemmeno positivo schierarsi contro queste nuove politiche sociali, più proficuo analizzarle ed imparare a parlare lo stesso linguaggio. Insomma sono diverse le incognite nel mondo del vino, per motivi economici, sociali ed anche per le complicanze climatiche. C’è però molto più spazio per l’innovazione e la competenza, perché nulla è più “scontato”.
Pubblicata il 19/07/2007
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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