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Un esempio ... dalla Cina

Giuliano Boni, Vinidea

Tra scandali più o meno enfatizzati, tra bizzarrie climatiche che dovrebbero far riflettere sul fatto che i cambiamenti climatici difficilmente sono semplici e lineari, tra difficoltà dell’export acuite dalla forza dell’euro, il vino italiano si accinge ad affrontare la vendemmia 2008 rigorosamente in ordine sparso. Certo le problematiche sono molteplici, complesse e assai diverse tra loro, ma inevitabilmente si riannodano quando il produttore di vino, dal piccolo vignaiolo alla grande azienda imbottigliatrice, si trova a dover prendere decisioni importanti, in termini di strategie di produzione e quindi di mercati da abbordare, senza riferimenti e soprattutto senza potersi sentire parte di un sistema che all’occorrenza possa fornire supporto e indicazioni utili. Non mancano ovviamente eccezioni e situazioni esemplari, però la sensazione diffusa è quella di un generale scoramento e di una navigazione a vista. Eppure le opportunità non mancano, diverse ed adatte (o adattabili) ai diversi segmenti dei mercati – sì, perché il mercato del vino non esiste, esistono tanti mercati frazionati ognuno con le proprie specifiche esigenze e con vini più o meno conformi – la difficoltà, prima ancora che nel saperle cogliere, sta nel venirne a conoscenza. Punto dolente, questo, soprattutto nel nostro Paese, dove la formazione è troppo spesso vista come un’incombenza inutile e costosa, invece che come la chiave per la competitività e il successo. Un esempio tra i tanti, magari non estendibile a tutti, ma nemmeno così riservato a poche grandi realtà come si potrebbe pensare a priori, è dato dal recente Viaggio Studio in Cina compiuto dalla SIVE (Società Italiana di Viticoltura ed Enologia), incentrato, oltre che ad una presa di contatto con la vitivinicoltura cinese, sulla conoscenza dei mercati di Hong Kong e Pechino, e sulle loro peculiarità e caratteristiche. Un viaggio che ha permesso di toccare con mano situazioni sulle quali spesso si hanno solo informazioni riportate, frammentarie e contraddittorie, come quella della “minaccia” che la Cina diventi il maggior produttore mondiale di vino entro i prossimi 50 anni, come strillato ai quattro venti da uno studio inglese uscito la scorsa primavera. Possibilità smentita da tutti gli interlocutori cinesi incontrati, che hanno più volte ribadito come la superficie agricola disponibile è limitata, anche in una nazione così grande, e dunque la priorità è sicuramente quella di produrre cereali per nutrire la popolazione, piuttosto che vino per dissetarla. Nessuna minaccia, quindi, ma piuttosto una grande opportunità, visto che i consumi di vino sono in costante crescita e sempre più persone vedono in uno stile di vita occidentaleggiante uno “status symbol” che permette di ostentare il raggiungimento del benessere economico. Mercato non facile, però, che richiede pazienza ed investimenti, soprattutto in termini di educazione ed informazione, da considerare in maniera biunivoca: da un lato bisogna saper trasmettere ai nuovi potenziali consumatori cinesi tutta la cultura del vino che pervade da millenni la società occidentale, dall’altro bisogna anche essere in grado di comprendere le tradizioni e le usanze locali, in particolare in campo gastronomico, per poter suggerire un corretto consumo nel vino ed un suo adeguato abbinamento con le molteplici sfaccettature della cucina cinese. Abbinamento che si rivela tutt’altro che semplice da attuare, e per il quale gli schemi a cui siamo tradizionalmente abituati non funzionano più di tanto. Solo un esempio, si diceva, senza voler con questo affermare che il mercato cinese è la panacea di tutti i mali, o che sia affrontabile da qualsiasi azienda. Quello che è certo, è che con l’aggiornamento e l’accesso diretto alle informazioni si ha l’opportunità di conoscere situazioni ed opportunità, che possono portare a delineare strategie per la risoluzione dei problemi. Risolverli, richiede solo un piccolo sforzo supplementare.
Pubblicata il 16/07/2008
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Titolo del periodico: Rivista Internet di Viticoltura ed Enologia
Editore e proprietario: Vinidea Srl
Registro Stampa - Giornali e Periodici: iscrizione presso il Tribunale di Piacenza al n. 722 del 02/03/2018
ISSN 1826-1590
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