L’obiettivo della sostituzione delle viti mancanti è da una parte quello di soddisfare la densità richiesta dalla denominazione di origine e dall’altro quello di ritrovare la redditività della parcella.
 
Si tratta di una tecnica complicata poiché per una pianta giovane è difficile crescere in un vigneto già esistente, a causa della concorrenza di altri ceppi con un forte apparato radicale, delle condizioni del terreno (compattazione, ecc.), delle malattie, della sua vulnerabilità alla meccanizzazione delle pratiche agricole. Per tutti questi motivi, è un processo che richiede un’attenzione continua.
 
Nel sito web dell’IFV è possibile consultare un scheda con dei consigli utili su come effettuare questa pratica agronomica.
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