Le gelate primaverili continuano a rappresentare una delle minacce più insidiose per i viticoltori, soprattutto in contesti collinari soggetti a escursioni termiche marcate. Una delle pratiche spesso utilizzate per ridurre il rischio di danni è la lavorazione del suolo, ma è davvero sempre utile?
Gli studi condotti nel progetto SISTAG hanno dimostrato che non è tanto la tecnica in sé a fare la differenza, quanto il momento in cui viene applicata. Se il terreno viene lavorato pochi giorni prima di una gelata, l’umidità relativa nei pressi delle gemme può aumentare in modo significativo, rendendo la pianta ancora più vulnerabile. Al contrario, una lavorazione ben programmata, effettuata con almeno due settimane di anticipo, può contribuire a ridurre il rischio, favorendo l’asciugatura del suolo e la dispersione dell’umidità in eccesso.
Vuoi sapere come programmare correttamente questa operazione e integrarla nella gestione agronomica del vigneto? Consulta la scheda pratica elaborata grazie ai dati sperimentali raccolti nel Sud-Ovest della Francia.
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