Non senza qualche difficoltà iniziale i vini a Indicazione geografica tipica (Igt) hanno ritagliato un crescente spazio nel mercato internazionale posizionandosi nella fascia intermedia, segmento tra i più ambiti sotto il profilo commerciale in grado di coniugare volumi significativi e prezzi di sicuro interesse per le imprese. 
 
Oggi i vini Igp costituiscono un importante segmento del flusso export del vino italiano e hanno dimostrato di aver conquistato, nel corso degli anni, uno spazio nella vita quotidiana del consumatore internazionale. 
 
I fattori decisivi del successo risiedono nell’ampia scelta: 118 tipologie da tutte le regioni, fatta eccezione per il Piemonte; e in quel legame unico con i territori di produzione che opera come un magnete sulle scelte d’ acquisto. Non meno importante il rapporto qualità/prezzo contenuto che invoglia la curiosità e facilita il consumo. Entrambe queste caratteristiche fanno dei vini Igp uno dei primi prodotti con i quali si interfacciano i consumatori mondiali. 
 
Per le imprese i vini Igp sono il primo gradino nella scala dell’offerta per conquistare e fidelizzare il consumatore ai propri brand. Se nel periodo gennaio-luglio del 2010 il contributo in termini di valore dei vini tranquilli Igp in bottiglia era pari al 32,0% dell’export, nello stesso periodo del 2015 il relativo peso è salito fino a toccare la soglia del 35,7%, corrispondente ad un valore di 826 milioni € e un volume di 2.850 mila ettolitri. In sintesi oltre un terzo del valore export di vino italiano e quattro bottiglie su dieci sono targate Igp.
 
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