Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista “Frontiers in Microbiology” le uve selvatiche ospitano una vasta gamma di lieviti che possono inibire le principali malattie fungine delle uve. Addirittura, uno dei ceppi isolati ha mostrato una maggiore efficacia rispetto ai pesticidi, confermando le potenzialità di questi lieviti come alternativa ecologica ai pesticidi chimici.
La ricerca di alternative ecocompatibili ai pesticidi è iniziata da tempo. L’uso di lieviti naturali per inibire i funghi che causano malattie nelle colture è stato oggetto di numerose ricerche, ma finora non sono stati ancora trovati lieviti con una efficacia pari a quella dei pesticidi chimici.
Secondo Ileana Vigentini, ricercatrice dell’Università di Milano e coautrice di questo lavoro, l’ambiente ‘selvatico’ rappresenta una fonte enorme ed in gran parte non sfruttata di biodiversità, che potrebbe fornire una riserva di microorganismi utili per il controllo dei parassiti.
Questo team di ricerca ha studiato la capacità di lieviti isolati dalle bucce di uve selvatiche o coltivate di inibire tre funghi comuni responsabili delle principali malattie che colpiscono le uve. Inizialmente, sono stati isolati e identificati i lieviti da un tipo di uva selvatica di Georgia, Italia, Romania e Spagna e da uve coltivate provenienti da vigneti italiani.
In laboratorio, è stata valutata la capacità di questi lieviti di inibire la crescita dei funghi. Sono stati identificati 20 lieviti che presentavano il maggiore effetto antagonista. Di questi, ben 18 ceppi provenivano da uve selvatiche, suggerendo che le piante selvatiche potrebbero essere un promettente serbatoio di microrganismi utili.
Sono stati studiati i possibili meccanismi di inibizione utilizzati dai lieviti ed è stato osservato che molti lieviti rilasciano enzimi che possono digerire la parete cellulare dei funghi o sostanze come acido acetico o acido solfidrico in grado di ucciderli.
Infine, i ricercatori hanno testato la capacità dei lieviti di impedire la crescita dei funghi sulle uve confrontandole con un pesticida commerciale. Sorprendentemente, un ceppo di lievito è stato più efficace del pesticida chimico nel prevenire la crescita. In un lavoro precedente era stato dimostrato che questo ceppo di lievito non interferiva con la fermentazione e che era in grado di sopravvivere in condizioni difficili.
Sono in programma successive prove sul campo per testare la capacità dei diversi ceppi isolati come possibili agenti di biocontrollo.
Articolo di riferimento:
Gustavo Cordero-Bueso, Nicola Mangieri, David Maghradze, Roberto Foschino, Federica Valdetara, Jesús M. Cantoral and Ileana Vigentini; Wild Grape-Associated Yeasts as Promising Biocontrol Agents against Vitis vinifera Fungal Pathogens; Front. Microbiol., 03 November 2017 | https://doi.org/10.3389/fmicb.2017.02025
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