Negli ultimi anni diversi lavori di ricerca si sono interessati allo studio dell’influenza della microflora di una determinata regione sul suo terroir. Attualmente un team di ricerca dell’AWRI sta cercando non solo di definire con più precisione questo aspetto, ma anche di sviluppare una tecnica per determinare rapidamente ed in modo economico la composizione microbica di vigneti e cantine, in modo da offrire ai produttori uno strumento diagnostico per determinare la ‘salute microbica’ dell’ambiente che circonda il vino, fermenti inclusi.

I primi ed incoraggianti risultati sono stati appena presentati dal Dr Paul Chambers in occasione della recente Australian Wine Industry Technical Conference.

L’obiettivo è quello di far diventare questa tecnica un controllo di routine in modo da poter misurare la microflora in ogni stagione e seguire la sua evoluzione e il suo impatto sulla qualità del vino negli anni.

I risultati ottenuti con questa tecnica, basata sull’uso della metagenomica, possono essere di grande interesse non solo per i produttori che usano lieviti selvatici, ma anche per quelli che usano i lieviti selezionati poiché la microflora presente nel mosto ha un impatto potenziale molto elevato.

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