Il mal dell’esca della vite è un complesso di malattie che causano importanti danni in tutte le regioni viticole del mondo, la cui eziologia ed epidemiologia non sono ancora state completamente chiarite. La lotta diretta contro le malattie del legno rimane difficile per l’assenza di fungicidi efficaci e la difficoltà di penetrazione all’interno del legno dei principi attivi. La prevenzione è attualmente l’unico approccio per limitarne l’impatto, ponendo attenzione in particolar modo alle ferite da potatura.

Spesso si attribuisce un ruolo marginale al contributo del genotipo del vitigno e/o del portainnesto allo sviluppo della malattia, variabile che invece sembra avere un ruolo determinante sull’incidenza e severità dei sintomi; pur non conoscendo ad oggi varietà resistenti al mal dell’esca, a parità di condizioni pedoclimatiche, il genotipo riveste un ruolo cruciale, indipendentemente dal tipo di innesto e dal clone adottati.

La Ricerca sta cercando soluzioni innovative per la lotta al mal dell’esca: il CREA-VE di Conegliano (TV), in collaborazione con i Vivai Cooperativi Rauscedo, sta sperimentando l’applicazione della tecnologia RNA interference, per indurre una risposta di difesa nella pianta. Un’ulteriore linea di ricerca considera l’utilizzo di nuove molecole a base di acido jasmonico per la loro capacità di rallentare la colonizzazione dei tessuti legnosi da parte dei funghi coinvolti nella sindrome dell’esca.

Le relazioni riprodotte in questi filmati sono state presentate alla edizione 2021 di Enoforum Italia (18-20 maggio 2021) in seno al modulo organizzato in collaborazione con Vivai Cooperativi Rauscedo

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