Gruppi regionali distintivi di batteri e funghi, associati alle condizioni climatiche ed ambientali locali, possono lasciare una ben precisa “impronta digitale” sulla composizione chimica di un vino, secondo quanto riportano ricercatori dell’Università di California  che hanno partecipato ad un nuovo studio  realizzato in due vigneti di Napa Valley.
 
I ricercatori hanno analizzato più di 200 fermentazioni di vini commerciali della Napa Valley. I dati dello studio, pubblicati nel numero di giugno della rivista mBio, forniscono nuove prove dell’influenza dei microorganismi sul terroir o sulle caratteristiche distintive del vino di una determinata regione.
 
Lo studio ha fornito potenti strumenti per la caratterizzazione delle ecologie microbiche che abitano i vigneti delle cantine e la persistenza di questa influenza microbica attraverso il processo di vinificazione.
 
Lo studio suggerisce inoltre che tale impronta microbica, associata a prevedibili profili chimici del vino, potrebbe fornire all’industria del vino un nuovo strumento di controllo della qualità.
 
Articolo di riferimento:
Nicholas A. Bokulicha, Thomas S. Collinsb, Chad Masarweh, Greg Allene, Hildegarde Heymann, Susan E. Ebeler, David A. Millsa;
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