E’ descritto un sensore in linea per tracciare l’evoluzione del colore e dei fenoli totali nel corso della fermentazione dei vini rossi. Il sensore utilizza diodi luminosi multipli (LED) sia nello spettro visibile che ultravioletto, in particolare a 280 e 525 nm.
La performance del sensore per i fenoli era valutata analizzando campioni di fermentazione raccolti da fermentazioni multiple di vini rossi effettuate nel 2012.
Lo studio ha confermato che le misurazioni con sensore LED dei fenoli avevano una forte correlazione con le misurazioni eseguite con uno spettrofotometro UV-vis di riferimento e che le misurazioni integrate possono essere eseguite in modo semplice dopo la rimozione dei lieviti e della polpa con un filtro da 2.0 μm.
L’utilizzo di celle di flusso con cammino ottico di 100 μm rende superfluo la necessità di diluire, rendendo possibili le misurazioni in linea.
Il sensore fornisce dati sull’evoluzione del contenuto fenolico totale e sull’estrazione del colore nel corso della fermentazione dei vini rossi.
Si consiglia la lettura del testo integrale

Abstract La tiamina (vitamina B1) è un nutriente vitale per la crescita e il metabolismo dei lieviti. I lieviti privilegiano l’assimilazione della tiamina dal mosto d’uva prima di iniziare a produrne di propria. I lieviti possono immagazzinare fino a 10 000 volte più tiamina di quella disponibile nel mosto d’uva. Questo processo di immagazzinamento conserva

“Instabilità” è un termine generico definito come la tendenza a cambiare, anche repentinamente. Questa definizione delinea una situazione di incertezza, che traslata nel settore enologico significa che il vino instabile può cambiare anche rapidamente nel tempo in funzione delle condizioni di conservazione, evolvendo generalmente in modo negativo. L’instabilità del vino riguarda molti dei suoi costituenti sia semplici

Pier Giorgio Bonicelli, Ginevra Canavera, Riccardo Collivasone, Silvia Pagani, Mario Gabrielli, Tommaso FrioniUniversità cattolica del Sacro Cuore, Piacenza Una delle sfide impellenti per la viticoltura italiana è quella di trovare nuove soluzioni per fronteggiare il cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e la carenza di precipitazioni hanno infatti pesanti ripercussioni sulla produttività e qualità delle uve

Marzio Mannino (Resp. Tecnico e Qualità – Francy Oenology) Tommaso Perini Tutti gli enologi valutano il quadro acido del mosto in fermentazione e del vino finito commentando i livelli di acido acetico, malico e lattico principalmente, ma valutando molto poco anche i livelli di acido citrico, succinico e altri acidi considerati minori. Normalmente impuntano una variazione

Vito Michele Paradiso1*, Massimo Tripaldi2, Maurizio Frati3, Ilaria Prezioso1 , Gabriele Fioschi1 , Giuseppe Gambacorta4 , Mirella Noviello4 1 Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali, Laboratorio di Microbiologia agraria e Tecnologie alimentari, Università del Salento, Campus Ecotekne, 73100 Lecce (LE), Italia 2 Centro Servizi Enologici S.r.l., Via per Avetrana 57, 74024 Manduria Ta, Italia 3
