La chiave per un’irrigazione efficace consiste nel dare alle colture la giusta quantità d’acqua, nel posto giusto, al momento giusto. Più facile a dirsi che a farsi, ma una nuova tecnologia sviluppata presso l’Università di Davis offre ai produttori il modo per raggiungere quest’obbiettivo.
La tecnologia, chiamata LeafMon e disponibile presso Cermetek Microelectronics, è stata inizialmente progettata per i vigneti e per le coltivazioni di mandorli e noci ed è costituita da una serie di sensori che forniscono dati sullo stress delle piante in tempo reale direttamente al computer o al dispositivo mobile.
Tradizionalmente, l’irrigazione si programma in base alle condizioni meteo. Più di recente, i sensori di suolo hanno rappresentato un importante passo in avanti ma solo quando il terreno è asciutto, e questo può essere fuorviante.
“Solo perché il terreno vicino alla superficie è asciutto, non significa che le piante stanno soffrendo”, ha spiegato il professore Shrinivasa Upadhyaya, responsabile della ricerca. “E solo perché il terreno è umido, non significa che le piante stiano bene. Le piante di vite hanno vaste zone radicali, la presenza di umidità ad una certa profondità non garantisce che la pianta vi possa accedere”.
In studi precedenti, i ricercatori di Davis avevano sviluppato camere di pressione che forniscono una lettura più accurata, permettendo di capire il livello di difficoltà che trova la pianta nell’estrarre l’umidità dal terreno. Hanno ora progettato un sensore che, applicato ad una singola foglia ombreggiata, misura la temperatura fogliare, la luce, la velocità del vento, l’umidità relativa e la temperatura dell’aria, tutti quei fattori che influenzano il fabbisogno d’acqua da parte della pianta.
I sensori sono interfacciati attraverso una rete wireless così da fornire una lettura continua dello stress idrico delle piante e permettendo ai produttori di personalizzare l’irrigazione.
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