È stata studiata la perdita di colore e di pigmenti polimerici in pinor nero dovuta alla fermentazione malolattica (FML) e le possibili cause di questa perdita. Si è valutato il ritardo della MLF come metodo per minimizzare la perdita di colore e di pigmenti polimerici conservando i vini pinot nero a 13 ° C per 0, 14, 28, 100 e 200 giorni prima dell’inoculazione con O.oeni VFO. Il ritardo della FML non ha avuto nessun effetto sulla perdita di colore a 520 nm, mentre il ritardo della MLF per periodi di tempo crescenti ha ridotto la perdita di pigmenti polimerici tanto che dopo 200 giorni non è stata notata perdita rispetto al controllo.
‘E stato studiato il ruolo della degradazione dell’acetaldeide e/o dell’acido piruvico derivante da O.oeni durante la FML come possibile causa della ridotta formazione di pigmenti polimerici. A vini che avevano fatto la FML è stata aggiunta acetaldeide e/o acido piruvico fino a livelli misurati nei vini controllo che non avevano realizzato la FML.
I vini con aggiunte di acetaldeide presentavano un colore e una concentrazione di pigmenti polimerici più alti rispetto ai vini con MLF senza aggiunte, mentre l’addizione di acido piruvico non ha portato a nessun miglioramento di colore o di pigmenti polimerici.
Tuttavia, le aggiunte di acetaldeide non hanno impedito del tutto la perdita di colore dopo la FML, per tanto è stata studiata la possibilità che questa perdita di colore sia dovuta alla chiarifica con cellule di O. oeni.
Vini non sottoposti a FML ma esposti a cellule inattivate di O.oeni non hanno mostrato alcuna differenza di colore, di pigmenti polimerici e di antocianine monomeriche rispetto al controllo. Questo suggerisce che durante la FML la perdita di colore non è dovuta alla chiarifica da parte delle celluledi O. oeni.
Si consiglia la lettura del testo integrale

Abstract La tiamina (vitamina B1) è un nutriente vitale per la crescita e il metabolismo dei lieviti. I lieviti privilegiano l’assimilazione della tiamina dal mosto d’uva prima di iniziare a produrne di propria. I lieviti possono immagazzinare fino a 10 000 volte più tiamina di quella disponibile nel mosto d’uva. Questo processo di immagazzinamento conserva

“Instabilità” è un termine generico definito come la tendenza a cambiare, anche repentinamente. Questa definizione delinea una situazione di incertezza, che traslata nel settore enologico significa che il vino instabile può cambiare anche rapidamente nel tempo in funzione delle condizioni di conservazione, evolvendo generalmente in modo negativo. L’instabilità del vino riguarda molti dei suoi costituenti sia semplici

Pier Giorgio Bonicelli, Ginevra Canavera, Riccardo Collivasone, Silvia Pagani, Mario Gabrielli, Tommaso FrioniUniversità cattolica del Sacro Cuore, Piacenza Una delle sfide impellenti per la viticoltura italiana è quella di trovare nuove soluzioni per fronteggiare il cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e la carenza di precipitazioni hanno infatti pesanti ripercussioni sulla produttività e qualità delle uve

Marzio Mannino (Resp. Tecnico e Qualità – Francy Oenology) Tommaso Perini Tutti gli enologi valutano il quadro acido del mosto in fermentazione e del vino finito commentando i livelli di acido acetico, malico e lattico principalmente, ma valutando molto poco anche i livelli di acido citrico, succinico e altri acidi considerati minori. Normalmente impuntano una variazione

Vito Michele Paradiso1*, Massimo Tripaldi2, Maurizio Frati3, Ilaria Prezioso1 , Gabriele Fioschi1 , Giuseppe Gambacorta4 , Mirella Noviello4 1 Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali, Laboratorio di Microbiologia agraria e Tecnologie alimentari, Università del Salento, Campus Ecotekne, 73100 Lecce (LE), Italia 2 Centro Servizi Enologici S.r.l., Via per Avetrana 57, 74024 Manduria Ta, Italia 3
