L’indagine è stata compiuta su un campione di 601 vini in bottiglia, uniformemente distribuiti tra bianchi e rossi e provenienti da varietà e regioni diverse. L’analisi è stata compiuta per HPLC con limiti di sensibilità di 0,02 µg/L e possibilità di quantificazione a 0,05 µg/L. L’Ocratossina A (OTA) è stata rilevata nel 15% dei campioni ma con livelli mediamente molto bassi. L’85% dei campioni positivi contenevano meno di 0,2 µg/L. Solamente un campione ha dato valori superiori a 0,5 µg/L ed un altro aveva valori superiori a 1 µg/L. L’indagine dimostra la contaminazione in OTA è solo occasionale nei vini australiani e che nessuna regione produttiva sembra mostrare una maggiore tendenza allo sviluppo di questa micotossina. (Si consiglia la lettura del testo integrale. Titolo originale: Occurrence on ochratoxin A in Australian wine.) GT@2004_01