Un innovativo approccio per la prevenzione dei danni da gelo, attraverso la gestione dei batteri del vigneto, è in fase di studio da parte di un team di ricerca dell’università di California guidato da  Steve Lindow e da Glenn McGourty.

Questo lavoro prende spunto da una ricerca di Lindow, risalente agli anni ’80, sull’uso di batteri per proteggere pere ed agrumi dalle gelate.

Un vigneto o un frutteto con terreno nudo presenta meno probabilità di congelamento rispetto a quello con copertura vegetale. L’umidità del suolo consente al suolo di assorbire e trattenere il calore. Tuttavia, durante il giorno, qualsiasi vegetazione presente sul vigneto o sul frutteto riflette più luce solare e aumenta l’evaporazione. Ciò riduce la quantità di energia in forma di calore immagazzinata nel terreno, diminuendone pertanto la quantità disponibile per irradiare calore alla vite o all’albero e proteggerlo dal danno da gelo. Quanto più alta è la copertura vegetale, maggiore è il rischio di danni, Infatti, McGourty consiglia ai viticoltori di tagliare la copertura quando la vite è a riposo prima del germogliamento.

Ma esiste un altro motivo per cui le viti o gli alberi sono più inclini a lesioni da gelo in presenza di vegetazione: i batteri presenti sulle foglie della vegetazione fungono da nuclei per la formazione di cristalli di ghiaccio a partire dell’umidità nell’aria.

McGourty e Lindow stanno studiando il comportamento di una specie di batteri che agiscono come agenti di nucleazione, Pseudomonas syringae. Questo batterio è presente in tutti gli ambienti, dall’atmosfera dove provoca la formazione di neve e pioggia, fino alla superficie terrestre, dove si muove spazzato dal vento.  Alcune piante, come la vite, tendono ad attrarli di più. La superficie di alcune piante puó contenere fino a 10 milioni di batteri per grammo di tessuto.

In precedenti prove di laboratorio e di campo i ricercatori sono riusciti a ridurre il numero di questi batteri presenti sul vigneto, utilizzando rame, e di conseguenza, sono riusciti ad aumentare di ulteriori 3 gradi la resistenza al congelamento.

Questa primavera sono programmate prove in campo per testare l’efficacia dell’eliminazione di Pseudomonas syringae attraverso il trattamento con rame allo scopo di proteggere i vigneti commerciali dai danni da gelo.

Un’altra fase della ricerca prevede lo studio di alternative all’uso del rame, in particolare l’utilizzo di altri batteri per controllare il batterio Pseudomonas syringae.

Lindow aveva già studiato la capacità di protezione dal gelo di un batterio naturale, Psuedomonas fluorescens A5O6, in pere e agrumi. Questo batterio, che non è dannoso per l’ambiente e protegge dalla formazione di gelo, compete con Pseudomonas syringae.

Nelle loro prove, i ricercatori distribuiscono colture pure di Pseudomonas fluorescens A506 sulle coperture vegetali dei vigneti per testarne l’efficacia come protezione antigelo.

Riuscire a colonizzare il vigneto con A5O6 sostituendolo a Pseudomonas syringae permetterebbe di offrire ai viticoltori un approccio sostenibile per limitare i danni da gelo.

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