Numerosi sono gli aspetti che vanno seguiti in azienda.
Uno di questi riguarda lo smaltimento dei rifiuti da imballaggio. 

Spesso non ci si chiede quali siano i retroscena o il funzionamento di processi come quello appena menzionato ma, sicuramente in questo caso, vale la pena approfondire.
Infatti è importante sapere che esiste un aspetto in particolare che riguarda tutte quelle aziende che esportano vino all’estero e che, non conoscendo questo aspetto, con tutta probabilità, hanno sostenuto un costo inutilmente.
La buona notizia è che questo costo può essere recuperato tramite rimborso Conai.

Per capire come funziona e come richiederlo, si rende necessaria una piccola introduzione.
Conai è il Consorzio Nazionale Imballaggi che si occupa, in Italia, di coordinare tutte le attività di smaltimento e riciclo dei rifiuti da imballaggio. Per la precisione, a Conai spetta il compito di realizzare la responsabilità estesa dei produttori di imballaggi che sono quindi chiamati dal Consorzio a farsi carico degli oneri per la corretta gestione a fine vita degli stessi. Per realizzare questa “responsabilità estesa”, Conai chiede il versamento del Contributo Ambientale (CAC), che servirà appunto a finanziare tutto il processo di raccolta e riciclaggio.  

Non tutti sono coinvolti nel versamento di questo contributo. Il soggetto tenuto al versamento del CAC è colui che effettua la cosiddetta “prima cessione”, ovvero l’ultimo produttore che trasferisce, in territorio nazionale, l’imballaggio finito vuoto al primo utilizzatore. 

Il costo di questo Contributo Ambientale viene ovviamente incorporato nel prezzo di vendita degli imballaggi (bottiglie di vetro, capsule, tappi, confezioni di cartone, ecc.) e sostenuto quindi indirettamente dalle aziende che li acquistano.

Le aziende vitivinicole, quindi, in quanto utilizzatrici di imballaggi, si trovano esposto in fattura il Contributo.

Nel caso in cui, tuttavia, questi imballaggi venissero spediti all’estero e terminassero il proprio ciclo di vita fuori dall’Italia, è possibile richiedere il rimborso su quello che è stato il costo indiretto (perché incorporato nel prezzo d’acquisto) del Contributo Ambientale. Questo perché Conai non sosterrà più il costo di smaltimento degli imballaggi in questione, proprio perché usciti dal territorio nazionale e quindi non più di sua competenza. 

L’azienda che esporta ha quindi la facoltà di richiedere a Conai il dovuto rimborso. La procedura per presentare questa richiesta è semplice. Tuttavia, per consentire il calcolo degli importi rimborsabili, è indispensabile tracciare le quantità esportate dei diversi materiali di cui sono composti gli imballaggi. Infatti per ogni tipologia di materiale esiste un contributo diverso (calcolato in €/tonnellata) che il produttore di imballaggi versa a Conai e che quindi incorpora nel prezzo di vendita. La motivazione sottostante a queste differenze è legata al fatto che ogni materiale ha un costo di smaltimento diverso che, quindi, viene anche rivisto almeno con cadenza annuale. Dunque anche il rimborso dell’importo relativo al CAC incorporato in ogni materiale da imballaggio spedito all’estero ha una sua valorizzazione specifica.  

Per semplificare il tracciamento di ogni componente/imballaggio che esce dal territorio italiano, Maxidatasoftware house italiana specializzata nello sviluppo di soluzioni gestionali per le aziende vitivinicole, ha sviluppato una funzionalità specifica che permette di tracciare e restituire automaticamente tutte le informazioni che serviranno a quelle aziende che presenteranno la richiesta di rimborso. 

Per approfondire il tema e le modalità di presentazione della richiesta di rimborso è possibile scaricare una guida dedicata. 

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