Saranno messi in commercio quest’anno i primi robot dotati di lampade a raggi ultravioletti per la lotta all’oidio. Si tratta di unità robotiche sviluppate a partire da studi condotti da ricercatori della Cornell University (Cornell AgriTech a Ginevra, New York) in collaborazione con altre organizzazioni e università.

Gli studi di questo team di ricercatori sull’uso notturno della luce ultravioletta per rimuovere l’oidio della vite risalgono al 1991, mentre negli ultimi quattro anni hanno dimostrato efficacia contro l’oidio nelle fragole in prove in campo. Recenti test effettuati sull’uva hanno dimostrato la loro efficacia anche contro la peronospora.

Questa primavera sono state condotte prove sul campo in vigneti di Chardonnay. “I test effettuati hanno consentito l’effettiva eliminazione dell’oidio negli ultimi due anni, effettuando trattamenti una volta alla settimana“, afferma David Gadoury, responsabile del progetto.

Secondo i ricercatori, l’oidio si è evoluto nel corso degli anni, sviluppando molto rapidamente resistenza ai trattamenti chimici. Ma la sua evoluzione ne ha anche determinato il tallone d’Achille: l’adattamento ai cicli naturali di luce e buio.

La luce UV danneggia il DNA e molti organismi hanno sviluppato difese biochimiche che si attivano con l’apparizione della luce solare. Tuttavia, questi meccanismi di riparazione non funzionano durante la notte, rendendo possibile l’uso dei raggi UV per controllare questi agenti patogeni. I robot usano lampade che emettono una bassa dose di luce ultravioletta, quindi uccidono l’agente patogeno senza danneggiare la pianta.

In test precedenti, sono state utilizzate una serie di lampade UV montate su trattori ma si sono rivelate poco pratiche. I robot di oggi sono veicoli autonomi.

Inoltre il gruppo di lavoro, multidisciplinare e internazionale, sta sviluppando tecnologie di imaging per il rilevamento e la quantificazione nelle foglie. Attualmente si sta testando la versione 1.0 del robot, che applica la stessa dose di luce UV a tutte le piante, indipendentemente dal fatto che siano malate o sane. L’obiettivo a lungo termine è di combinare questi approcci di rilevamento e trattamento in tutto il vigneto in modo automatizzato.

Per saperne di più su questo progetto di ricerca: http://lightandplanthealth.org/

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