La respirazione degli zuccheri da parte di lieviti non-Saccharomyces è stata recentemente proposta per abbassare i livelli di alcol nel vino. Lo sviluppo di processi di fermentazione industriali basati su un approccio di questo tipo richiede, tra le altre misure, l’identificazione di ceppi di lievito capaci di crescere e di respirare nelle condizioni relativamente difficili che caratterizzano i mosti d’uva.

Questo lavoro descrive la caratterizzazione di una collezione di ceppi di lievito  non-Saccharomyces al fine di identificare quelli idonei per questa specifica applicazione. Il lavoro ha incluso la stima dei valori del quoziente respiratorio (RQ) in condizioni aerobiche, a basso pH ed elevate concentrazioni di zuccheri, il calcolo dei rendimenti di etanolo e di altri metaboliti e la caratterizzazione della risposta di crescita ai principali fattori di stress che si trovano durante le prime fasi della fermentazione alcolica.

Le caratteristiche fisiologiche di alcuni ceppi di Metschnikowia pulcherrima o di due specie di Kluyveromyces hanno suggerito le loro potenzialità nel ridurre la resa in alcol. L’inadeguatezza dei ceppi di Saccharomyces cerevisiae per questo scopo non era dovuta alla resa in etanolo (in condizioni di aerazione è sufficientemente bassa da provocare una significativa riduzione nella concentrazione finale di etanolo), ma piuttosto alle elevate rese in acido acetico in queste condizioni di crescita. Sulla base  dei risultati delle fermentazioni con aerazione controllata con un ceppo di M. pulcherrima, si può considerare la possibilità di utilizzare un regime di aerazione che permetta una riduzione della resa in etanolo pur proteggendo i componenti del mosto dalla eccessiva ossidazione.

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