Sono stati valutati gli effetti di due strategie controllate di deficit-irrigazione (RDI) pre- e post invaiatura sui rapporti idrici suolo-pianta e l’influenza sullo sviluppo della superficie fogliare, sul microclima del grappolo, sulla resa e sulla qualità degli acini nel corso di due anni su viti Monastrell coltivate in campo in condizioni semiaride nella Spagna del sud. Sono stati effettuati tre trattamenti. Il testimone è stato irrigato al 60% dell’ETc (evapotraspirazione delle viti), ovvero 319 mm di acqua nel corso della stagione. Il trattamento 1 di deficit-irrigazione controllata (RDI-1) ha avuto la stessa irrigazione del testimone prima dell’allegagione, il 30% ETc dall’allegagione alla vendemmia e il 45% ETc in post-raccolta. Il trattamento 2 di deficit-irrigazione controllata (RDI-2) era lo stesso del RDI-1, ma con 15% ETc dall’allegagione alla vendemmia. RDI-1 manteneva il contenuto idrico del suolo e lo stato idrico delle viti sufficiente per sostenere lo scambio gassoso delle foglie, senza influire sull’accumulo di zuccheri o aumentare i polifenolo alla raccolta. inoltre, RDI-1 riduceva la resa e la grandezza degli acini e migliorava il microclima dei grappoli riducendo la superficie fogliare e aumentava l’efficienza di utilizzo dell’acqua. Comunque, RDI-2 era caratterizzato da un maggiore stress idrico, soprattutto in post-invaiatura. Questo stress idrico importante portava a una diminuzione della conduttanza idraulica radici-vite e lo scambio gassoso fogliare, diminuendo l’efficienza degli scambi gassosi, il contenuto di azoto fogliare e di clorofilla. Un eccessivo stress idrico in post-invaiatura aumentava l’abscissione fogliare, riducendo lo sviluppo della superficie fogliare e la resa. Una minore fotosintesi fogliare e una maggiore abscissione portava a una diminuzione significativa della resa e dello zucchero negli acini RDI-2 rispetto agli acini RDI-1. l contenuto di polifenoli e degli antociani diminuivano significativamente nell’uva RDI-2 rispetto all’uva RDI-1. Per evitare importanti danni alle funzioni radicali e fogliari e l’aumento dei polifenoli in questa cultivar, abbiamo identificato delle sogli fisiologiche ottimali per numerosi indicatori idrici della vite in pre- e post-invaiatura. Si consiglia la lettura del testo integrale
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