Al termine di questi due anni di sperimentazione su scala industriale gli autori hanno potuto validare l’interesse analitico e organolettico di questa nuova pratica.
Analiticamente, il riscaldamento dei mosti consente di ottenere, se effettuato a temperature sufficientemente elevate (>60°C), la stabilità proteica dei vini senza dover ricorrere alla bentonite. D’altra parte, sempre per temperature elevate, i microrganismi contaminanti dei mosti possono essere ridotti in modo significativo. Quando le buone pratiche enologiche sono rispettate, i parametri analitici classici di base dei mosti e dei vini non subiscono un impatto negativo né per effetto della tecnica di riscaldamento né per le condizioni operative
Da un punto di vista organolettico, tale tecnica permette di ottenere dei vini più complessi ma le condizioni operative ne influenzano il risultato. Sembra necessario lavorare a temperature sufficientemente elevate affinché l’impatto olfattivo sia netto.

Francesca Borghini e Stefano FerrariISVEA srl, Via Basilicata s/nLoc Fosci, Poggibonsi (Siena) f.borghini@isvea.it, s.ferrari@isvea.it INTRODUZIONE Nel mercato dei vini bianchi giovani, la preferenza dei consumatori si orienta verso prodotti dalle note olfattive varietali, floreali e fruttate, nonché contraddistinti da colorazioni vivaci e brillanti. I produttori, sin dalla conduzione del vigneto e fino all’immissione del vino

Come valutare la shelf-life dei vini bianchi ? Quale sono le pratiche utili al suo miglioramento ? Quali sono i parametri chimici che possono accelerare l’invecchiamento ? Questo webinar è stato organizzato in seno al progetto WISHELI che si pone come obbiettivo di migliorare la shelf-life dei vini e più particolarmente dei vini bianchi umbri.

Andrea Natolino1*, Tomás Roman2, Giorgio Nicolini3, Emilio Celotti4 1 Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali ed Animali, Università degli Studi di Udine – Udine (UD) 2 Fondazione Edmund Mach – San Michele all’Adige (TN) 3 Fondazione Edmund Mach – San Michele all’Adige (TN) 4 Dipartimento di Scienze AgroAlimentari, Ambientali ed Animali, Università degli Studi di Udine – Udine (UD) * andrea.natolino@uniud.it

Con la sua introduzione nelle cantine di tutto il mondo Air Mixing MI ha rivoluzionato il concetto di macerazione delle uve rosse, ottimizzando l’estrazione nei serbatoi di qualsiasi forma, materiale e dimensione. Alle caratteristiche di funzionalità, sicurezza, economicità, risparmio energetico e riduzione dei tempi di lavorazione , si uniscono le evidenze del risultato enologico, che porta a vini stabili e centrati con

In questo video potete vedere alcune delle presentazioni del webinar internazionale tenutosi lo scorso dicembre, che ha dato una panoramica delle soluzioni concrete che queste tecnologie offrono a viticoltori ed enologi per il loro lavoro quotidiano. Jean-Jacques Dubourdieu, proprietario ed enologo di Domaines Denis Dubourdieu, e Christian Germain del laboratorio IMS di Bordeaux hanno presentato nuovi potenziali
