Le energie rinnovabili costituiscono uno dei fattori chiave per lo sviluppo sostenibile delle attività umane. L’unione Europea si pone l’obiettivo di coprire con le fonti rinnovabili, entro il 2020, il 20 per cento del consumo totale di energia. Tra le energie rinnovabili desta notevole interesse quella parte ottenibile dall’uso delle biomasse, che è cresciuta nel 2010 del 4,8 % rispetto all’anno precedente. La biomassa legnosa ottenibile da scarti agricoli può fornire un notevole apporto alla biomassa totale ed il suo recupero risolve al contempo la questione del relativo smaltimento. I residui di potatura dei vigneti possono rappresentare una fonte di biomassa utile al contributo energetico, ma la maggior parte delle piantagioni è condotta in difficili condizioni di raccolta che impediscono l’uso di cantieri complessi per un’eventuale operazione di recupero. I vigneti italiani coprono quasi 2 milioni di ettari (ISTAT, 2002) e la loro potatura annuale, genera l’equivalente di almeno 1 tonnellata (odt) di biomassa per ettaro (Laraia et al., 2001). Recentemente, alcuni costruttori di macchine agricole si stanno dedicando a questa problematica, offrendo diverse soluzioni tecnologiche e di processo. Le principali si basano su i) triturazione in campo o su ii) raccolta e trasformazione in balle. Le macchine progettate per la triturazione sono nate dalla modifica delle diffuse trince, opportunamente modificate per dotarle di una tramoggia di stoccaggio o di un braccio per il conferimento ad un rimorchio. Le macchine per la formazione delle balle – sia prismatiche che cilindriche – hanno invece preso spunto dalle convenzionali presse per il fieno introducendo gli adattamenti e i rinforzi necessari. Tuttavia, uno degli aspetti critici legati all’utilizzo delle imballatrici è oggi rappresentato dalla necessità di raccogliere in un secondo momento le balle prodotte con un aggravio sensibile dei tempi totali di lavoro e dalla difficoltà ad utilizzare il materiale imballato come combustibile. Il presente articolo riporta il lavoro di sviluppo e studio di un sistema di valorizzazione dei residui di potatura attraverso l’analisi di una filiera costituita da una rotoimballatrice dotata di un innovativo sistema di accumulo e dislocamento delle balle formate e da un microcantiere aziendale per la trasformazione delle stesse in pellet.
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