La limpidezza nei mosti è conditio sine qua non perché il lievito produca un’adeguata aromaticità fruttata esente da note ridotto-fecciose. La letteratura a riguardo è vasta, ma non sono molti i lavori realizzati su intervalli di torbidità adeguati che congiuntamente indichino le NTU raggiunte e includano casistiche nutrite. Per una miglior focalizzazione degli intervalli di torbidità più auspicabili in cantina e generalizzazione dell’informazione, 10 differenti mosti varietali sono stati portati a 6 livelli di torbidità (15, 45, 86, 141, 215 e 350 NTU) mediante l’aggiunta in ciascuno di dosi crescenti della propria feccia. I mosti sono stati fermentati a 19-21°C con un unico ceppo ed i vini analizzati in GC focalizzando i composti più strettamente correlati con le sensazioni olfattive.

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