Sebbene il difetto organolettico causato dalla presenza di fenoli volatili nei vini è molto dannoso per la qualità del vino rosso, non esistono tecniche, di facile applicazione, in grado di ridurre la concentrazione dei composti responsabili (4-etilfenolo (4 -EP) e 4-etilguaiacolo (4-EG)) e di migliorare la qualità sensoriale dei vini contaminati.
Con questi due obiettivi è stato valuto l’uso di diversi agenti chiarificanti (carbone attivo, zeolite e PVPP). Sono stati considerati due livelli di contaminazione: un vino rosso naturalmente poco contaminato e lo stesso vino con l’aggiunta di 4-EP e 4-EG.
È stato anche valutato l’effetto dei trattamenti sui composti aromatici volatili positivi, sui polifenoli e sul colore. L’efficacia del trattamento nel ridurre l’intensità dell’aroma fenolico è stata valutata mediante analisi descrittiva sensoriale.
Il carbone attivo e la PVPP hanno diminuito in modo significativo i livelli di 4-etilguaiacolo e 4 etilfenolo nel vino naturalmente contaminato, mentre nessuno dei chiarificanti studiati è stato efficace nel vino aggiunto di etilfenoli. I polifenoli e il colore sono stati influenzati leggermente e nello stesso modo con i due trattamenti.
Le aggiunte di carbone e PVPP hanno influenzato negativamente la concentrazione di aromi volatili, specialmente gli esteri, con una maggiore riduzione della concentrazione nel caso del carbone attivo. Il risultato sensoriale dei due trattamenti è stata una diminuzione dell’intensità dell’odore fenolico, che è stata più alta nel caso di trattamento con carbone. È interessante notare che, nonostante la diminuzione della concentrazione di esteri, c’è stato anche un aumento significativo dell’intensità di sapore di “frutti rossi”.
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Abstract La tiamina (vitamina B1) è un nutriente vitale per la crescita e il metabolismo dei lieviti. I lieviti privilegiano l’assimilazione della tiamina dal mosto d’uva prima di iniziare a produrne di propria. I lieviti possono immagazzinare fino a 10 000 volte più tiamina di quella disponibile nel mosto d’uva. Questo processo di immagazzinamento conserva

“Instabilità” è un termine generico definito come la tendenza a cambiare, anche repentinamente. Questa definizione delinea una situazione di incertezza, che traslata nel settore enologico significa che il vino instabile può cambiare anche rapidamente nel tempo in funzione delle condizioni di conservazione, evolvendo generalmente in modo negativo. L’instabilità del vino riguarda molti dei suoi costituenti sia semplici

Pier Giorgio Bonicelli, Ginevra Canavera, Riccardo Collivasone, Silvia Pagani, Mario Gabrielli, Tommaso FrioniUniversità cattolica del Sacro Cuore, Piacenza Una delle sfide impellenti per la viticoltura italiana è quella di trovare nuove soluzioni per fronteggiare il cambiamento climatico. L’aumento delle temperature e la carenza di precipitazioni hanno infatti pesanti ripercussioni sulla produttività e qualità delle uve

Marzio Mannino (Resp. Tecnico e Qualità – Francy Oenology) Tommaso Perini Tutti gli enologi valutano il quadro acido del mosto in fermentazione e del vino finito commentando i livelli di acido acetico, malico e lattico principalmente, ma valutando molto poco anche i livelli di acido citrico, succinico e altri acidi considerati minori. Normalmente impuntano una variazione

Vito Michele Paradiso1*, Massimo Tripaldi2, Maurizio Frati3, Ilaria Prezioso1 , Gabriele Fioschi1 , Giuseppe Gambacorta4 , Mirella Noviello4 1 Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali, Laboratorio di Microbiologia agraria e Tecnologie alimentari, Università del Salento, Campus Ecotekne, 73100 Lecce (LE), Italia 2 Centro Servizi Enologici S.r.l., Via per Avetrana 57, 74024 Manduria Ta, Italia 3
