In seno alla manifestazione Enoforum, svoltasi a Vicenza dal 5 al 7 maggio, la SIVE (Società Italiana di Viticoltura ed Enologia) ha voluto dedicare uno spazio per la commemorazione del prof. Roberto Ferrarini, collega ed enologo molto noto ed apprezzato  tra i tecnici del settore vitivinicolo ed in ambito accademico , che ci ha recentemente e prematuramente lasciato. 

Il compito di tracciare il profilo di Roberto Ferrarini è stato affidato al prof. Roberto Zironi, suo collega ed amico fin dalle aule dell’Università di Bologna.  Durante la cerimonia, presenti la moglie Ada, le figlie Elisa e Roberta,  Zironi è riuscito a trasmettere con estrema efficacia le qualità umane e professionali di Roberto Ferrarini che lo hanno contraddistinto e accompagnato nella sua carriera di vero professionista appassionato dell’enologia e soprattutto della sua terra. Mentre Zironi ricordava il collega scomparso,  era palpabile la commozione tra i tecnici e gli amici che a vario titolo hanno avuto modo di collaborare con Ferrarini.  Quando traspare la commozione significa che si provano emozioni vere e che la persona con cui si sono condivisi anche brevi momenti della vita aveva qualità umane di alto profilo e non comuni. In ambito professionale e accademico, le oltre 200 pubblicazioni ricordate da Zironi sono l’esempio di come Ferrarini abbia saputo trasferire le sue ricerche e le sue intuizioni in strumenti fruibili per il settore operativo, numerose sono inoltre le attività rimaste in cantiere  e che sicuramente i suoi più stretti collaboratori cercheranno di completare per dare un contributo di eccellenza all’enologia.

I numerosi brevetti di Ferrarini, ricorda sempre Zironi rimangono l’esempio di come si possa fare innovazione e trasferibilità tecnologica. Una persona geniale, tenace, testarda, che sapeva vedere avanti, spesso dove altri arrivavano molto tardi, queste alcune delle qualità di Roberto Ferrarini che Zironi ricorda.

La sua passione per la ricerca lo ha portato ad essere un ottimo formatore a livello Universitario ed a credere sui giovani con cui aveva da poco aperto uno spin-off presso l’Università di Verona. La sua passione per il vino non si fermava solo alla tecnica ma, continua sempre Zironi, ultimamente passava anche atrraverso aspetti più filosofici, qualità che Ferrarini sicuramente possedeva da persona riflessiva e con profondo senso critico, in grado di andare oltre al semplice aspetto tecnico della conoscenza.

La grande partecipazione dei tecnici e dei colleghi durante la commemorazione è la conferma che Ferrarini ha lasciato veramente il segno nel settore enologico ma nello stesso tempo anche un vuoto che sarà difficilmente colmabile.

Considerato l’interesse di Ferrarini per i giovani e la ricerca, il CdA SIVE, unanime e con il consenso della famiglia, ha deciso di intitolare il premio SIVE dottorato di ricerca, istituito nel 2014, alla memoria di Roberto Ferrarini.
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