Le bucce disidratate scarti dell’industria dei succhi sono state usate come additivi per la produzione di vini rosati. Il tempo di macerazione, la grandezza della particelle, il dosaggio, il contenuto alcolico e la temperatura di macerazione sono stati dapprima studiati in soluzioni di vino modello usando due diversi tipi di bucce disidratate. Disegni sperimentali fattoriali insieme all’analisi fattoriale e all’ANOVA multifattoriale hanno consentito la valutazione di ogni parametro in base alla composizione del colore e dei composti fenolici e aromatici. Un tempo di macerazione più lungo favoriva l’estrazione degli antociani; il rilascio dei composti fenolici era influenzato dal dosaggio indipendente da altri fattori studiati. I vini rosati erano prodotti tramite aggiunta diretta di bucce disidratate, in base a parametri selezionati in due diversi vini bianchi, acquisendo caratteristiche equivalenti a vini rosati commerciali. Dopo 3 mesi di conservazione la composizione del vino risultava stabile. Si consiglia la lettura del testo integrale
Abstract La tiamina (vitamina B1) è un nutriente vitale per..
“Instabilità” è un termine generico definito come la tendenza a..
Pier Giorgio Bonicelli, Ginevra Canavera, Riccardo Collivasone, Silvia Pagani, Mario..
Marzio Mannino (Resp. Tecnico e Qualità – Francy Oenology) Tommaso..
Vito Michele Paradiso1*, Massimo Tripaldi2, Maurizio Frati3, Ilaria Prezioso1 ,..
