In questo articolo viene proposto un modo nuovo di giudicare qualitativamente un vino: l’Autore suggerisce la valutazione sensoriale a priori del succo d’uva destinato alla sua produzione. Il panel impiegato per questo test era costituito da un gruppo di studenti in scienze viticole. Nella valutazione sono stati presi in considerazioni i mosti di Sauvignon Blanc e di Chardonnay di due diverse vendemmie (1999 e 2000). Il grado di maturazione valutato in gradi Brix variava tra 13° e 23°. I dati ottenuti sono stati messi in relazione con le caratteristiche climatiche di entrambe le annate. Il panel ha effettuato due test, uno nel 1999 ed uno nel 2000 ed ha impiegato una scheda di valutazione edonistica con una scala a nove punti. Nonostante le differenze dovute all’andamento stagionale, il profilo aromatico è risultato molto simile. La nota erbacea è risultata costante nel corso della maturazione nell’annata 1999 mentre si è osservata una drastica caduta della stessa nella fase tardiva dell’annata 2000. Il mosto di Chardonnay ha mantenuto costantemente il carattere “mela” nel corso delle due annate ma la nota “melone” è risultata meno costante nell’annata 2000, più fredda, rispetto al 1999. I componenti del panel hanno giudicato questa modalità di valutazione come piuttosto interessante in quanto in grado di predire la componente aromatica che si trasmette dall’uva al vino. Allo stesso tempo sembrerebbe fornire maggiori indicazioni in merito al grado di maturità dell’uva rispetto alla sola valutazione del tenore in zuccheri. Titolo originale: AROMA EVALUATION OF GRAPE JUICES OF DIFFERENT MATURITIES (LC@2001.03)